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Il Ritorno Dell'Incantatrice

Si sa: se le saghe letterarie prendono piede, è difficile che lo scrittore non ne approfitti al massimo.

Quale idiota lascerebbe andare via la possibilità di intascare una dose allucinante di soldi?

Ecco, appunto.

Nemmeno io lo farei, che com'è noto miro alla santità.


Tuttavia, il secondo capitolo della saga "La terra delle storie", messa in piedi dall'attore Chris Colfer che si è dato anima e corpo alla scrittura (lui stesso, nei ringraziamenti, scrive: "Questo è il terzo romanzo che pubblico in meno di un anno") è di buona qualità, se si considera che nel cinema in primis e nella letteratura in generale, i seguiti sono sempre meno intensi del libro o del film capofila.

In questo caso, almeno a parer mio, c'è addirittura un netto miglioramento rispetto all'esordio.


Ci troviamo, esattamente come nel primo libro, in un mondo fiabesco e incantato, che riprende i personaggi e le vicende di tutta una serie di fiabe e racconti che hanno bene o male caratterizzato l'infanzia di ognuno di noi: da Cappuccetto Rosso ai Sette Nani, dal Principe Azzurro a Cenerentola, da Tremotino alla Fata Madrina, passando per Ariel, la Strega Dei Mari, la Bella Addormentata. Anche in questo caso, il collegamento tra il mondo magico e l'Altromondo (il nostro), è affidato alle figure di Alex e Conner, che dovranno tornare nelle terre delle fiabe per il terribile progetto messo in piedi dall'Incantatrice, Malefica per intenderci, contro cui dovranno lottare e per la quale inizieranno un viaggio vero e proprio in compagnia di altri personaggi (Jack, Riccioli D'Oro, il principe Ranocchio) sulla strana nave volante Nonnina, chiamata così da una Cappuccetto Rosso in grande spolvero.

Non rivelo il finale per ovvie ragioni, ma non contate su grandi stravolgimenti del buonismo di partenza.


Questo nuovo capitolo, anno 2013 ma pubblicato in Italia solo quest'anno, porta come sempre la firma della Rizzoli.

E' a loro che mi rivolgo, e mi perdonerà Colfer se utilizzo lo spazio a lui dedicato per un mero fine personale dal quale però non mi posso esimere (e che tra l'altro ho avuto modo di evidenziare già nella recensione al libro precedente che ho fatto un bel po' di mesi fa): carissimi editori, fondatori, segretari e compagnia bella, io posso comprendere il difficile momento che vive l'editoria in un paese come il nostro, dove vendono solo determinati scrittori e dove il flusso dei soldi nel mondo artistico è drammaticamente ridotto per qualunque tipo di novità. Tuttavia, trovo insopportabile il vostro aver abolito (perché solo di eliminazione della figura professionale si può parlare) l'antico e utilissimo mestiere del correttore di bozze. Questo libro, come molti altri provenienti da voi, è pieno zeppo di errori, di sviste, di disattenzioni, da lasciare basito non dico un lettore particolarmente attento, ma chiunque legga un libro con un po' di buon senso. Se ci mettiamo, poi, che il volume in questione è stato proposto al pubblico con un costo di listino di euro 15, capite bene che si possa voler pretendere qualcosa di meglio.

La proposta è questa: per 6 mesi vi faccio il correttore di bozze io in persona; in cambio, vi impegnate a pubblicare un mio volume.

Secondo me, dallo scambio, ci perdo io.

Quanto son buono?


Sull'opera poco da aggiungere, se non un plauso alla fantasia di Colfer, che ha strutturato tutto in modo da tenere aperte una vasta quantità di porte che potrebbero assicurare una lunga prosecuzione della saga.

Di fatto, il terzo volume è stato pubblicato nel 2014 e non ha ancora avuto la sua traduzione italiana, mentre il quarto è previsto per il 2015.

Un netto miglioramento c'è stato nella caratterizzazione di alcuni personaggi, che hanno finalmente potuto godere di un profilo psicologico più spesso, anche se sono comunque parecchie le leggerezze che lo scrittore si concede pur di procedere con il racconto, che comunque non annoia mai e si lascia leggere anche in pochi giorni, nonostante le 616 pagine totali.

Il tentativo di rievocare vecchie fiabe, messe ormai nel cantuccio della memoria dalla maggior parte delle persone "adulte" (che tremenda malattia), riesce piuttosto bene, non fosse altro che per la curiosità di andare poi a rileggere la storia di determinati personaggi, per rinfrescare il tutto.


In attesa della traduzione del nuovo capitolo, che credo potrebbe avvenire a fine anno in tempo in tempo per i regali di Natale, sento di poter promuovere a pieno titolo il tutto, con la speranza che non perda il terreno guadagnato.

Aggiungo, se posso (e posso), che mi piacerebbe moltissimo vedere Colfer alle prese con un diverso tipo di argomento, di genere letterario, ma sono anche consapevole che probabilmente sia meglio che finisca una cosa prima di iniziarne un'altra, non fosse altro che per non intasare completamente le classifiche mondiali e gli scaffali delle librerie.

Il danno di tutto ciò è che rimanga intrappolato in una saga, come credo sia accaduto per altri esimi predecessori (Rowling su tutti), ma d'altronde, almeno economicamente parlando, c'è poco di male anche in questo.

Solo che, immedesimandomi, mi sentirei malissimo nell'essere Paolo Villaggio e nel sentirmi sempre dietro la voce magari di qualche bambino: "Guarda mamma! C'è Fantozzi!"

Tuttavia, datemi un ruolo da interpretare per qualche anno e poi ne riparliamo.


Dimenticavo!

Un enorme plauso personale va a Brandon Dorman, che ha curato le illustrazioni del volume, messe all'inizio di ogni capitolo.

E' così piacevole, trovarsele di fronte di tanto in tanto, che contribuiscono fortemente alla bellezza dell'insieme, e anzi, ne sono quasi una colonna portante.

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