Non Garantisco

Interviste / Rossella Modugno

Rossella Modugno

Dunque...siccome il populismo dilaga, così sia. Chi è Rossella Modugno?


Non "qualcuno che vuole diventare qualcuno", volendo parafrasare Caparezza. E' solo una persona che vuole raccontare delle storie sperando di lasciare qualcosa dopo, nel lettore. Non mi è mai piaciuta la letteratura di basso livello che dilaga solo per divertimento, oggi, insieme al populismo. Sono una cantastorie, in pratica.


"Letteratura di basso livello". Vogliamo fare dei nomi? E, aggiungo, la scrittrice Modugno in quali campi opera della letteratura e come si distacca dal livello che condanna?


Dei nomi tipo Fabio Volo, E.L. James, Stephenie Meyer? Incredibili fenomeni editoriali che riescono a dare al lettore medio le ovvietà in un contesto che li faccia sentire non mediocri, ma sognatori, in qualche modo...addirittura filosofi, a volte. In quali campi opero...bella domanda. Ho iniziato con le poesie e i racconti brevi su qualsiasi tematica, ho vinto anche dei premi. I libri che sto pubblicando di recente hanno una genesi lunga e travagliata, decennale, ma ho scelto il fantasy perché è un genere che amo e che mi permetteva tramite l'allegoria di dire altro dal significato manifesto. Inserire la psicologia e la filosofia in qualcosa di apparentemente semplice come la mia trama è stato più difficile di scrivere due tesi; tutt'ora non riesco a capacitarmi di essere riuscita nell'intento. Mi distacco dai fenomeni editoriali amati perché i miei libri non sono per tutti, in quanto, leggendoli ad un livello superiore, hanno dei contenuti latenti tosti.


Premetto che adoro l'idea di trovarmi di fronte ad una persona priva di quella falsa modestia che ormai contraddistingue le masse, specie quelle artistiche, ma devo dire che tu ti avvicini pericolosamente al limite! Dai l'idea di una mamma talmente fiera dei propri figli da non riuscire ad ammettere nemmeno l'esistenza di un neo sulla loro pelle. Ad ogni modo, condivido la forza che ci metti nelle parole e ti chiedo: è vero che la qualità del pubblico è scesa vertiginosamente, o è scesa proprio perché quello che viene propinato è di bassa lega? Insomma, chi ha scagliato la prima pietra?


Gli editori e quelli che prendono le decisioni, e lo hanno fatto quando è iniziata la prima crisi dell'editoria. A loro non conviene pubblicare basse tirature di opere di qualità, conviene il prodotto di massa non qualitativamente eccellente. Per quanto mi riguarda avrei preferito vivere in un momento in cui la lettura era piacere di pochi; adesso invece è di moda leggere quello che gli editori propongono come fenomeni, e quindi man mano scende il livello. Non leggono in pochi rispetto ad altre epoche storiche ma leggono in molti e male.


Il fatto che la tua sia una saga, e tra poco ne parleremo, non ti inserisce in qualche modo in quella che è la trappola dell'editoria, e cioè il "continua..."?


Sì e no. E' una trilogia senza sequel, quindi non porterà proseliti a lungo raggio; inoltrein futuro vorrei proprio cambiare genere, perché nel frattempo ho letto e visto il declino del fantasy e non voglio contribuire oltre a questo crimine. Mi ritroverò in pratica a dover ricominciare non dico da zero ma da 5 in una scala da 1 a 100. Specie per i selfpublisher, un nome fatto in una categoria di genere è niente in una diversa.


Ecco. Siamo arrivati ad un punto cardine. In questo mondo variegato di editori, libri scritti e rimasti nel cassetto, piccole case editrici che chiedono ai loro scrittori contributi economici per dare alle stampe i loro libri, dove si configura e come il mondo dei selfpublisher?


In sostanza in due modi: o come risposta o come ripicca. Ci sono alcuni autori, come la sottoscritta e molti altri miei colleghi/amici, che hanno scelto sin dall'inizio di essere autopubblicati; ci sono invece quelli che hanno provato ad essere pubblicati e magari ci sono riusciti ma hanno avuto brutte esperienze, oppure sono stati scartati a priori. In entrambi i casi, da tutti gli scambi che ho avuto, c'è un livello di bravi scrittori che non sono stati considerati "affari" dalle case editrici, o che non lo sarebbero se si proponessero, e che però stanno avendo successo, alcuni con riscontri economici anche importanti. Significa che i lettori delle indagini di mercato non sono proprio quelli reali. In pratica c'è speranza, anche, paragonando i numeri, i lettori di esordienti non costituiscono grandi percentuali di quelli complessivi, ma sono in aumento.


In poche parole c'è uno stuolo di gente che scrive il proprio romanzo, la propria raccolta di poesie, e poi lo pubblica senza che questo comporti dei costi allo scrittore in primis, alla casa editrice in secondo luogo e al lettore a prodotto finito?


In alcuni casi, al lettore a prodotto finito; in altri con un piccolo contributo. Pagare 2 euro un libro che in libreria ne costerebbe 15 mi sembra un bel passo avanti! Parlando di ebook, ovviamente. Se si parla di cartacei tutto dipende dai parametri che sceglie l'autore o che impone il sito a cui ci si rivolge, in ogni caso si resta sempre leggermente al di sotto dei prezzi astronomici di certe case editrici.


Non si correrebbe il rischio di trovarsi di fronte alla fine dell'editoria così come la conosciamo? Il fatto che un libro costi 2 euro è un vantaggio per chi lo compra, ma allo scrittore cosa resta, economicamente parlando? E ancora: il futuro dei libri è davvero quello nero di cui tutti parlano? Passeremo la vita in futuro a leggere su piccoli aggeggi neri che danno solo la mera illusione di poter sfogliare delle pagine che non esistono?


Allo scrittore resta almeno il 25% delle royalty; per un libro pubblicato da una grande editrice non supera il 20% del prezzo di copertina. Probabilmente il futuro del libro cartaceo è quello di cui tutti parlano, ma non sarà un fenomeno che vedremo durante questa generazione (parlo da vecchia, ma ho 24 anni); forse i nostri figli studieranno su dispositivi come i kindle o i kobo, o addirittura i nostri nipoti, ma attualmente c'è ancora molta diffidenza verso questi dispositivi.


E pensare che io sono ancora affezionato alla K di Kinder.


In effetti suona meglio come termine, peccato che fosse già preso.


I libri che sono a disposizione sulla piattaforma Amazon.it sono due, i primi due capitoli, appunto, della saga. Il fatto che tu abbia deciso di dare i titoli in inglese non è stato minimamente controproducente?


No, perché? A pensarci bene avrei dovuto creare uno pseudonimo inglese; gli italiani che scrivono generi anglosassoni non convincono molto. I titoli sono in inglese anche perché quando sono stati pubblicati è stato fatto su tutte le piattaforme di Amazon, ed è in previsione una traduzione. Volevo che fosse più universale possibile fin dall'inizio.


"The Stronghold Saga". Facci incuriosire.


Beh, come i più bravi sapranno, Stronghold significa Roccaforte; la Roccaforte nanina è il mio setting principale. La trama si svolge in un anno solare: abbiamo una protagonista che all'inizio è l'eroina della storia, ma a un certo punto già del primo libro non lo sarà più e non si comporterà come tale. Assieme a questa elfa, Layana, c'è un mezz'elfo, Mark, che è cotto di lei da sempre. Si ritroveranno, per l'impulsività di lei, (che il caso vuole che sia la portavoce della sua razza all'interno della Roccaforte in cui sono rifugiati umani, nani ed elfi a causa della conquista delle terre libere da parte di una razza malvagia creata da un incantesimo corrotto, ossia i vampiri, simili a quelli di Stoker e Anne Rice, niente in comune con Twilight) a dover salvare la propria razza dall'estinzione, causata da una malattia molto particolare. In realtà i nostri amici cambieranno talmente tanto nel corso della vicenda, da diventare totalmente altro da se stessi. A contribuire a questo cambiamento ci sarà il contatto tra i "buoni" e i "cattivi" della situazione, incarnati nelle personalità di due maghi fratelli: Lotharius (creatore dei vampiri) e Leonard (suo braccio destro). Non posso raccontare oltre per non rovinare la trama, ma ne vedrete delle belle.


Immagino quindi, dopo le critiche feroci che hai fatto ad un certo tipo di mondo letterario, che rifiuteresti un adattamente cinematografico dell'opera, giusto?


Senza ombra di dubbio sì. L'ho sempre visto più adatto al teatro, oppure alla resa fumettistica stile manga, purché resti fedele allo spirito dei libri: raccontare qualcosa facendo poi riflettere. Temo che il cinema non riuscirebbe a preservare questo spirito, perché non è riuscito a farlo con sceneggiature più semplici dal punto di vista contenutistico.


Da un punto di vista di risposta di pubblico, e non ti parlo numericamente, cosa è venuto fuori? C'è attenzione, verso questo tipo di libri? Qual è la fascia d'età? Ti è arrivata qualche critica o qualche complimento particolarmente originale? Il filo diretto con gli scrittori credo sia una delle cose che vada recuperata più urgentemente. La storiella della torre d'avorio non convince più.


Sono d'accordo, la torre d'avorio di crociana memoria l'ho sempre detestata. Il bello del contatto attraverso le recensioni dirette è proprio quello di beccare dritte sul naso le frase negativi senza intermediari. La fascia d'età è tra i 20 e i 30, qualcosa di più a volte; comunque mi fa piacere che non sia stato considerato un libro per ragazzine, perché il linguaggio e la costruzione delle frasi non sono a modello di quelle del quindicenne di oggi. Riguardo al primo libro a volte mi è stato detto che alcuni dialoghi sono lunghi; in effetti è vero, ma non sono dialoghi per occupare spazio e a volte bisognava girare intorno a qualcosa prima di dirla esplicitamente. Sono su modello dei dialoghi platonici. Penso che fosse prevedibile questa critica, ma ne ho preso nota, infatti nel secondo e nel terzo c'è più azione e meno conversazione.


Chissà perché dai libri ci aspettiamo quello che nella realtà non riusciamo a fare. Nella vita di tutti i giorni son tutti lì che blaterano, e poi nei libri cercano i fatti. Debilitante.


Beh è vero, nella realtà parliamo molto più del necessario. Per quanto riguarda qualcosa che mi è piaciuto particolarmente, penso che sia il fatto che lo abbiano apprezzato lettori non abitualmente di fantasy, e che mi abbiano detto esplicitamente: hai mescolato tanti genere e influenze diverse, ma funzionano.


Non conosco il tuo rapporto con il mondo dei social, ma immagino che internet sia comunque considerata una risorsa visto che hai deciso di pubblicarci due libri. C'è un "posto" in cui riunisci i tuoi nuovi e vecchi lettori? Una pagina dedicata? Un contatto?


C'è una pagina: semplicemente "The Stronghold Saga". Non ho voluto creare account a parte perché quelli che lo fanno mi sembra che si vergognino della propria passione. Io sinceramente, a prescindere dai download di cui non mi lamento, sono contenta se alla fine vanno a cercarmi e vedono la mia faccia. E' la versione tecnologica della foto degli autori in copertina! Inoltre ripropone il contatto diretto, che mi piace tantissimo. Non mi ricordo quale scrittore disse che un libro è buono quando il lettore vorrebbe passare ore al telefono con i personaggi. Contattando me è come contattare tutti loro. Cosa c'è di meglio che incontrare i personaggi che ti hanno tenuto compagnia? Secondo me, per un lettore, nulla.


Essenzialmente mi piace che gli intervistati abbiano modo di farsi conoscere a livello personale, se così possiamo dire. Tuttavia, avendoci tu introdotti in un mondo in cui ci sono elfi, nani, vampiri e tutto quello che popola la fantasia forse più antica, non vorrei macchiare quanto detto e sentito fino ad ora. Ti chiedo: e se ci mandassimo un elfo a governare l'Italia? Dici che andrebbe meglio di come va? Magari un vampiro al posto di Renzi, che ne so...un vampiro avrebbe accettato di collaborare con Berlusconi?


Secondo me no. I vampiri sono mostri aristocratici per definizione, non accetterebbero alleanze con nessuno; probabilmente instaurerebbe una dittatura basata sul terrore, però c'è da dire che sarebbe più onesto. La classe politica attuale ci succhia comunque il sangue, fa finta di non averlo fatto e poi ci vuole contenti. Per quanto riguarda gli elfi...io li ho visti un po' come gli ateniesi o i romani repubblicani, quindi sicuramente governerebbero meglio, anche solo per il fatto che hanno il senso di vergogna e di colpa.


Hai una telefonata a disposizione con Obama.


Gli chiederei se pensa ancora a quando è stato definito "abbronzato" da tu sai chi, e francamente anche che opinione, sinceramente, si è fatto di noi come popolo. Gli chiederei se è un po' pentito che il suo popolo sia venuto ad aiutarci ad un certo punto della seconda guerra mondiale e se pensa che probabilmente a quell'epoca avessimo meritato quanto era successo e se lo stiamo meritando ancora oggi.


Se c'è una domanda alla quale avresti voluto rispondere, puoi fartela. Dicono che sia democrazia anche questa.


Fatti una domanda e datti una risposta? Penso sia da comicità di bassa lega; mi rendo conto che alcuni si stanno facendo un nome come comici nazionali e internazionali, ma lascio questo tipo di democrazia a loro.


Rossella Modugno...cos'è che non garantisce?


Non garantisco che vi piacerà il mio libro. Probabilmente lo odierete.

Grafica by DursoGrafica
Visite: 61077 - Pagine viste: 188542

Facebook Youtube NonGarantisco.it di Luca Casamassima
Privacy | Note legali