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Interviste / Mario Monno

Mario Monno

Chi è Mario Monno?


Ho frequentato la Scuola Internazionale di Comix, dopo essermi diplomato come grafico pubblicitario giù in Puglia; mi sono trasferito qui a Roma proprio per frequentare questa Accademia del Fumetto. Sì: da grande vorrei fare il fumettista.


Smentiamo oppure confermiamo che il mondo del fumetto, in Italia, è di nicchia? O è un'idea che ho solo io? Quanto vende, in termini spiccioli, il fumetto in Italia? Che mercato c'è?


In Italia vende tanto il fumetto di importazione; per l'80% parliamo di quello giapponese. In Italia troviamo Dylan Dog, Tex; Bonelli oppure Disney. Per il resto non c'è niente. Le realtà sono queste.


Quindi per lavorare in Italia che cosa si dovrebbe fare?


Per lavorare in Italia e vivere di questo lavoro devi pubblicare e lavorare per Bonelli o Disney; ma la Disney possiamo eliminarla perché non accetta più ragazzi, sono tra loro e loro. Rimane Bonelli oppure altre realtà minori, però con quelle non ci vivi...ti devi dar da fare con altri lavoretti.


Il paese dei balocchi, per un disegnatore, qual è? Dov'è che un disegnatore ha un riscontro economico e sociale?


In Francia.


Parlaci delle cifre francesi.


Lì una pagina te la possono pagare dai 100 euro in su. 100 euro le case editrici minori. Quelle maggiori ti possono pagare anche sui 300 euro solo per disegnare e ripassare a china una tavola (una pagina).


Come nasce una pagina per un fumetto?


Nasce dall'idea di uno scrittore. Questo scrittore, che può essere anche uno sceneggiatore, la scrive scena per scena; poi, il disegnatore, con questa specie di copione, la trasporta nei disegni. Dopo aver disegnato e ripassato a china, c'è il colorista che colora, appunto, o a computer o a mano.


Siccome siamo in Italia...anche nel mondo dei fumetti c'è la necessità, come in quello dello spettacolo, di passare di letto in letto? O è un ambito in cui c'è più meritocrazia?


Nel mondo del fumetto devi dimostrare quello che vali; alla fine c'è abbastanza meritocrazia. Bisogna anche essere un po' fortunati.


Quindi ci vuole culo ma in senso puramente metaforico?


Sì.


Si può dire che ora tu stia facendo l'insegnante...ti puoi considerare tale?


Da un certo punto di vista; dall'altro ho ancora tantissimo da imparare, ho ancora tante lacune da superare e da colmare. Però diciamo che mi piace trasmettere a quelli più piccoli quello che ho imparato in questi anni.


C'è un maestro di riferimento? O magari qualcuno che tu non hai conosciuto personalmente ma al quale ti ispiri?


Purtroppo quest'anno è morto il più grande disegnatore che ha rivoluzionato il mondo del fumetto francese: Moebius. Mi sarebbe tanto piaciuto fargli vedere le mie tavole, ma è ormai un sogno che non si può più avverare.


Quando ci si trova di fronte ad un fumetto, ci sono delle cose che possono far capire, nel disegno, il disegnatore? Tu, per esempio, hai una caratteristica tua?


Con questa domanda sei andato a beccare il punto nevralgico della differenza tra il mercato italiano e quello francese: nel mercato italiano tu conosci i personaggi, quindi Dylan Dog, Topolino, Nathan Never. In Francia ti riconoscono per quello che è il tuo immaginario, per quello che tu sai creare. I lettori comprano il tuo nome, non la testata.


C'è la possibilità, in Italia, di inventare un nuovo personaggio?


Per creare un nuovo personaggio devi farti le ossa, o in Bonelli o in Disney.


La lobby italiana del fumetto.


Praticamente. Devi disegnare per loro una trentina d'anni e poi, se sei il più bravo di tutti, puoi inventarti un personaggio e forse metterlo sul mercato. A meno che tu non sia un rivoluzionario, che fa un altro tipo di fumetto, quello umoristico magari, tipo Zerocalcare.


Nell'ambito della recitazione ci sono dei generi che sono "visti meglio" rispetto ad altri; è difficile, ad esempio, che un Oscar vada ad una commedia. Nel mondo del fumetto c'è questa divisione in classi?


Nel mondo del fumetto i disegnatori umoristici o i vignettisti non sono tanto ben visti; per loro è più difficile trovare un lavoro stabile di cui possano vivere. Conviene sempre disegnare in modo più realistico possibile e iniziare dal disegno accademico per poi magari andare a finire nell'umoristico con una solida base; con conoscenze di anatomia e prospettiva che sono basilari per ogni disegnatore.


Quindi sono percorsi che Vauro, Ellekappa, hanno dovuto fare?


Non lo so se loro lo hanno fatto o meno. A volte nascono questi geni che bruciano le tappe e fanno le cose senza passare dal via.


C'è una cosa che tu trovi più facile rappresentare e una che invece proprio non ti riesce?


La mia lacuna più grande sono i personaggi. Io disegnerei ogni tavola con sfondi paesaggistici.


C'è un sito su cui poterti seguire? Una pagina online?


http://mariomonno.blogspot.it/


Quali sono le varie strade che un disegnatore può percorrere?


Un disegnatore può fare gli storyboard, ad esempio; quello che viene dopo la sceneggiatura. Quando uno sceneggiatore scrive le scene di un film, c'è un disegnatore che le schizza molto velocemente per dare un'idea dell'insieme. Oppure ci sono i concept-artist, disegnatori cioè che creano i personaggi, per film come Star Wars.


Qual è la domanda alla quale tu avresti tanto voluto rispondere?


Ma poi mi devo rispondere?


Beh, se ti rispondessi sarebbe carino.


Dove ti vedresti tra dieci anni? Ma preferisco non rispondere.


Quanto è difficile la vita privata di un disegnatore?


E' un lavoro che ti porta a passare molto tempo chiuso in camera a disegnare. Poi dipende se vuoi fare le cose in un certo modo. Ad esempio il mio insegnante, per disegnare un fantasy giapponese, è andato in Giappone a documentarsi.


Perché i giapponesi sono riusciti ad ottenere la gran parte del mercato?


Loro puntano tutto sulla storia, i disegni sono secondari. Riescono a farti entrare in quello che raccontano.


Ti è mai capitato che ti arrivassero proposte da qualcuno capitato sulla tua pagina online? Quanto può essere utile internet nel campo del fumetto?


Molto utile. Faccio l'esempio di Facebook: se hai tanti disegni, hai una vetrina, puoi essere fortunato e veder arrivare qualcuno che ha qualche commissione da fare. A me è successo. Ma devi avere fortuna.


Quali sono i principali festival di riferimento?


Sono tre: San Diego, in America; Angouleme in Francia e Lucca in Italia. Prima erano eventi occupati dai disegnatori, adesso invece sono quasi del tutto centrati sul mondo dei manga.


Una carnevalata.


Praticamente. Ad Angouleme, invece, ci sono un sacco di disegnatori pronti a vedere il tuo lavoro o a farti una dedica su un loro libro.


C'è una domanda che avresti voluto e non ti ho fatto?


Se mi piacerebbe lavorare nel mondo del cinema.


Ah. Ok. Ti piacerebbe lavorare nel mondo del cinema?


Tantissimo. Mi piacerebbe fare regia, o aiuto-regia. Io adoro il cinema. E' la mia seconda passione.


Hai un regista di riferimento?


Kubrick. E odio Woody Allen.


E perché?


Non mi piace il suo stile.


Ma questa cosa è tremenda! Ad ogni modo: tu hai una telefonata a disposizione con Obama. Cosa gli diresti?


Di piazzarmi a lavorare con un regista a sua scelta in America. Farmi trasferire ad Hollywood o essere il suo disegnatore personale.


Che cos'è che non garantisci?


Ho paura di non poter garantire di arrivare a quello che voglio.

Grafica by DursoGrafica
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