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Interviste / Sara Verona

Sara Verona

In questo periodo storico, l'amore per gli animali sembra aver trovato il suo trionfo: tra chi segue la moda del momento e si lascia andare a pranzi vegani per sfizio, e chi invece già da tempo ha deciso di escludere determinate materie prime dalla propria tavola, il tema del cibo "bio" e privo di derivazioni animali è comunque sempre in primissimo piano. Premetto che sognavo di fare una domanda così da secoli: in cuor tuo, da animalista attiva e convinta, non credi che ultimamente ci si sia lasciati prendere molto la mano? Non starete diventando, passami il termine, "aggressivi"?


Il messaggio che spesso passa è questo, a volte, ma siamo semplicemente attivisti animalisti. Molti non sanno che anche dietro alcuni alimenti c'è nascosto il maltrattamento degli animali. Essere vegano è una scelta di vita.


Da profano in materia, mi sono sempre chiesto: come improvvisamente si è detto che il mercurio nei termometri faceva male, anche alcuni alimenti sono passati nella lista dei "cattivi": parlo della farina di grano 00, ad esempio, o dello zucchero raffinato. C'è del vero, in questo, o semplicemente gli stabilimenti che producono farina di kamut hanno capito che dovevano risvegliare il mercato per poter campare? Insomma, anche se non so se sia precisamente il tuo campo di interesse, questo spauracchio del temuto olio di palma ha ragione di esistere o è una storia che tutti provvediamo a montare sempre di più?


Non è il mio campo, ma io posso dirti di aver eliminato prodotti contenenti olio di palma (e credimi sono tantissimi), lo zucchero raffinato e il latte. Non so dirti se questi spauracchi abbiano ragione di esistere o se sia un inganno per far acquistare prodotti diversi e naturali senza aggiunta di lavorazioni con componenti dannose.


Il tuo amore per gli animali c'è sempre stato. Da che ho memoria io, almeno, sei sempre stata molto attiva nella sensibilizzazione verso il tema del maltrattamento animale in ogni sua forma. La cosa però che mi ha davvero colpito è stato il tuo metterti in gioco sul campo, a rischio della tua incolumità, come poi ci spiegherai, su uno dei temi che forse in Italia ancora fatichiamo ad affrontare: quello della Corrida. Tu ti sei trasferita in Spagna per motivi personali, e lì si è aperto un mondo di barbarie...


E' un anno che vivo in Spagna, nella bella Valencia. Qui ho appreso realmente che cos'è una corrida di tori, ma ho anche scoperto che la Spagna non tutela gli animali, né quelli in strada né quelli che hanno un padrone. Ti faccio un piccolo esempio: è vietato dar da mangiare ai randagi; ci vuole un patentino che in molti comuni stanno addirittura ritirando. Poi la Spagna è famosa per il maltrattamento dei Galgos e dei Podencos, razze di cani usati per la caccia e tenuti davvero in condizioni pietose. Una volta che non sono più abili nella caccia vengono brutalmente uccisi con delle tecniche specifiche e barbare.


Partiamo dalla faccenda tori. La corrida ha una storia potremmo dire quasi millenaria. Alla soglia, però, del 2016, appare assurdo che si continui ad infliggere sofferenze così gratuite ad un animale per un mero spettacolo. Com'è avvertita, in Spagna, la corrida? E' sentita molto dalla gente? E, riassumendo, in cosa consiste esattamente?


La Corrida di Tori, e premetto che non è l'unico spettacolo dove si maltrattano i tori, è solo il più famoso. E' molto sentita ma soltanto dal 30% della popolazione; purtroppo però c'è dietro tanta politica e tanti soldi. In una corrida partecipano 6 tori, 2 per ogni torero. Il toro entra in arena al 50%, perché nei giorni precedenti alla corrida viene tenuto al buio, senza cibo, senza acqua, colpito sui testicoli e con chili di sabbia messi sul collo per stancarlo. Viene tenuto in cassoni angusti e bui. La giornata ideale per una corrida è una giornata di sole: il toro viene liberato e pugnalato sul collo prima di uscire, lì dove espone la coccarda dell'allevamento da cui proviene. Essendo stato giorni al buio, esce e viene accecato dal sole. I banderilleros aiutano il torero a collocare 6 banderillas sul dorso del toro – le banderillas servono a rompere i muscoli del collo – poi entrano i picadores a cavallo che infilano la punta della Vara, bastone lungo più di due metri con una punta di ferro alla fine, che serve a provocare un'emorragia. Il torero a questo punto inizia a toreare. Hanno dei tempi per uccidere il toro, e nel toreo chiaramente le banderillas continuano a far dissanguare l'animale. Quando il toro ormai è esausto, gli viene conficcata una spada di 80 cm nel dorso, ma non sempre il toro muore subito, a volte agonizza, e quindi lo pugnalano alla nuca. Ci sono molte regole: il taglio delle orecchie, della coda ed il così detto "arrastre", quando il toro viene trascinato fuori dai cavalli. Questo se è stato bravo. A volte viene chiesto l'indulto se il toro è stato eccellente. E' pura barbarità, nel secolo XXI è inaccettabile! Vorrei aggiungere che alle Corride di Tori possono assistere minori di qualunque età e gratuitamente.


Ovviamente sono i tori che hanno quasi sempre la peggio, tenendo in considerazione le premesse che mi hai fatto ed il modo in cui vengono condotti alla gara. Ma i toreri? Quanti ne muoiono? E come può, questo, non bloccare minimamente questo spettacolo osceno? A maggior ragione che, come dicevi tu giustamente, i minori sono ammessi a questo tipo di situazioni. Le mamme spagnole sono meno amorevoli delle nostre, dunque? O è drasticamente radicato nella loro cultura?


Toreri feriti ne ho visti molti, ultimamente; morti capita sempre meno. Ovviamente non auguro la morte a nessuno: vorrei non vedere più sangue né di tori né di toreri. Per le mamme dipende: c'è chi porta i bambini alla scuola di torero e chi va a vedere i tori senza figli, ma visto che è gratis i taurini li portano, voglioni inculcare questa cultura assurda ai più piccoli perché sanno, probabilmente, che la tauromaquia sta morendo. Le sovvenzioni dello Stato verranno abolite: non si possono spendere 600 milioni di euro l'anno per festeggiamenti taurini. E' vergognoso.


Inevitabilmente, come ogni campo, c'è chi appoggia e chi protesta. Com'è organizzata, la protesta, in Spagna? Ci sono gruppi validi o si agisce di più singolarmente? Mi pare di intuire, tramite la tua pagina Facebook, che tu non ti sia fatta mancare nulla in quanto a partecipazione attiva.


Ci sono moltissime associazioni antitaurine e gruppi di attivisti. Singolarmente raramente si agisce, senza permessi ti multano e denunciano per disordine pubblico: colpa della legge bavaglio! Io cerco di essere presente sempre.


A proposito dell'essere presente: come già dicevo prima, ci sono stati anche momenti di tensione? Momenti di paura in cui hai magari pensato: potevo starmene a casa?


Momenti di paura li ho vissuti a Tordesillas, il giorno del "Toro de la Vega", festeggiamento medievale di una barbarità inaudita. Lì ho pianto per paura e non solo per tristezza: io ed i miei amici abbiamo rischiato il linciaggio, ma non ho mai pensato che sarebbe stato meglio stare a casa. Lo rifarei nonostante tutto! Nelle manifestazioni, normalmente, siamo circondati dalla Guardia Civile; ma Tordesillas è un mondo a parte. Lì non c'è mai concesso di manifestare.


Avviandoci alla conclusione: mi dicevi dei Galgos e dei Podencos...


Sì, sono dei cani meravigliosi. Io ho un Podenco in stallo. Vengono molto maltrattati: i cacciatori li riducono pelle e ossa, e quando non servono più vengono sparati o impiccati. Impiccandoli c'è un'antica credenza: più il cane soffre, più il suo successore sarà bravo nel cacciare. Una roba assurda.


La domanda che sto per farti è estremamente banale, ma concedimela: come si sta in Spagna? Facciamo tutti i bagagli o non cambia poi molto dall'Italia?


Sinceramente qui sembra di stare ancora ai tempi di Franco. In Italia, per certi versi, si vive meglio.


Se c'era una domanda che volevi ti fosse fatta, puoi fartela da sola. Con tanto di risposta annessa, ovviamente!


Salteresti mai in un'arena come segno di protesta? Sì lo farei, nonostante le conseguenze poco piacevoli.


Cosa credi che potrebbe spingere le autorità a mettere fine a tutto? La ritieni una cosa possibile, in un futuro non troppo lontano?


Ritengo che prima o poi tutto finirà. Già molti comuni si sono dichiarati antitaurini, le spese sono esorbitanti e una tradizione sanguinosa non può togliere soldi all'istruzione o alla sanità. In Spagna la scuola pubblica è carissima, i libri si pagano anche nella scuola primaria! Probabilmente prima o poi faranno un referendum, ma questo è un mio pensiero.


Cos'è che proprio tu non garantisci?


Non garantisco di poter perdonare.

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