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Interviste / Andrea Elia

Andrea Elia

Facebook può essere una cartina tornasole importante, per ciò che riguarda le "masse". Partendo da questa frasona, detta per essere subito identificato come un intervistatore acuto ed intelligente, ospitiamo oggi Andrea Elia, amministratore di una pagina sul social citato, che si chiama "Anche i ragazzi leggono" e che al momento conta più di 3000 iscritti. Come mai questo bisogno di puntualizzare? Solitamente si crede il contrario?


Ciao Luca. Intanto sono molto contento di poter rispondere a qualche domanda e fare una chiacchierata con te. Ti spiego subito: fin dai primi giorni dopo la mia iscrizione a Facebook, ho aderito a molte pagine che trattano di letteratura, libri, autori e argomenti affini. Mettendo da parte i grandi scrittori (quali ad esempio Stephen King o Clive Barker), in tutte queste pagine ho notato che il pubblico era per la maggior parte femminile. Vedevo commenti di sole ragazze/donne, e mi chiedevo: ma davvero noi maschietti leggiamo così poco? O forse siamo meno "social" e ci piace parlarne meno? Ed ecco che è nata l'idea della mia pagina: "Anche i ragazzi leggono".


Dunque una sorta di scommessa, potremmo dire. E cosa sei venuto a sapere? Leggiamo meno, ne parliamo meno, o semplicemente tendiamo meno ad iscriverci ai gruppi che parlano di letteratura?


Un po' e un po'. Leggendo gli insights della mia pagina, noto che su Facebook in generale ci sono più iscritti uomini che iscritte donne. Nella mia pagina, gli uomini sono il 25%. Ora, se consideri che da anni le statistiche ci fanno sapere che noi uomini leggiamo meno delle donne, 25% mi sembra un ottimo risultato in rapporto al numero di fan. Sarei curioso di vedere la percentuale del pubblico maschile in pagine di argomento simile che abbiano, non so, più di 10.000 fan. Non credo si vedrebbero molti maschietti, o comunque il rapporto tra la loro presenza e il numero totale dei fan, secondo me, sarebbe inferiore a quello della mia pagina. Detto ciò, la pagina è aperta a tutti, ovviamente.


Non so da quanto vada avanti questo tuo "progetto", ma nel tempo che hai avuto a disposizione, hai notato una forte differenza tra le preferenze maschili e femminili? Insomma: cosa leggono gli uomini che magari alle donne piace poco? O ci stiamo uniformando anche in quello?


No, sinceramente non ho notato differenze. Quando pubblico qualcosa, direi che il numero di preferenze per quell'argomento da parte di un pubblico femminile, è sempre bilanciato da qualche preferenza maschile. Secondo me uomini e donne hanno gli stessi gusti. Magari in percentuali diverse, ma ci sarà sempre una parte di pubblico maschile a cui piacciono romanzi considerati "per donne", e viceversa. In ogni caso credo che il pubblico femminile sia più propenso a dire "Io amo quel romanzo", anche se è una lettura frivola. Frivola per chi?


Ecco, a tal proposito... Provando ad allargare un pochetto il punto di vista alla situazione letteraria italiana, che bollettino medico credi che abbia? Che gli italiani leggano poco è un dato di fatto; stupisce, però, che a rompere il muro delle migliaia di copie vendute (milioni, se inseriamo i casi "Moccia" o "Melissa P."), siano libri considerati frivoli. Bisogna scrivere di amori da favola, di bellocci di turno e di sesso spinto per riuscire ad arrivare nelle case degli italiani?


Questo è un argomentone, anche molto delicato. Provo a parlare prima personalmente: consideriamo un romanzo, uno qualsiasi, di recente uscita che a me è piaciuto da morire; un romanzo veramente con la R maiuscola, scritto da un autore che è considerato un genio, quasi di un altro pianeta. Scopro che in Italia ha venduto pochissimo e me ne dispiaccio. Poi consideriamo un romanzo scritto da qualcuno fino a ieri sconosciuto, che parla di cose semplici, o di cose banali, con titoli in italiano ancora più banali...e leggi: 500 mila copie vendute. Com'è possibile? La risposta è: la gente ha paura di osare. Si ha paura di prendere in mano un libro che ci metta in difficoltà, che ci faccia sudare, che ci impegni seriamente con la mente. Un libro "frivolo" è ovvio che raggiunga i più...perché i più non hanno voglia di leggere. Così la penso io.


Dunque adesso è d'obbligo: cos'hai sul comodino, in questi giorni?


Tre libri: "Lo hobbit" di Tolkien, "It" di Stephen King (che sto rileggendo, credo, per la sesta volta) e un romanzo di genere fantasy che si intitola "I rami del tempo", di Luca Rossi. Per essere precisi non sono su un comodino, in quanto non ho un comodino, ma su uno sgabello accanto al letto.


Ultimamente ho ragionato molto spesso sull'universo delle case editrici minori o "alternative" (a cosa non l'ho mai capito). Credi che possano rappresentare un punto di forza, nella narrativa? Insomma, come fa un giovane ad arrivare a proporre il suo manoscritto a qualcuno che non lo cestini direttamente?


Detto molto schiettamente, credo ci voglia fortuna o qualche conoscenza. Non so se conosci la storia di "Harry Potter", ma il primo manoscritto fu rifiutato da tantissime case editrici, prima di approdare alla Bloomsbury, che decise di investire e forse anche di rischiare. Beh, ora le altre si stanno mangiando mani, braccia e spalle. Io stesso ho provato ad inviare qualche mio racconto a piccole case editrici, che però richiedono pagamenti troppo onerosi per le mie tasche. L'ultimo libro che ho citato tra quelli sul mio sgabello, non si appoggia ad alcuna casa editrice ma è frutto di un self-publishing. Quindi se non ha fortuna, o non conosci nessuno, fai da te. E anche in questo caso se hai fortuna, ma soprattutto se sei bravo e scrivi molto, molto, molto bene, allora puoi anche avere un discreto successo.


Vogliamo ricordare, per precauzione, a chi legge, che le case editrici che richiedono dei soldi per la pubblicazione è bene non chiamarle nemmeno così? A questo punto è preferibile una tipografia! Avviandoci verso la fase conclusiva, così da non far passare il tutto come un rapimento vero e proprio, mi chiedevo: c'è una domanda che avresti sempre voluto ti facessero? Adesso puoi fartela da solo. E pensa: puoi addirittura risponderti! Fai conto che io sia Marzullo, nel caso.


Assolutamente, grazie per la precisazione. Per quanto riguarda la domanda che vorrei mi facessero...forse questa: "Dove vorresti essere in questo momento?" La risposta sarebbe: "A Londra, al Regent's Park, con un libro in mano, sdraiato sull'erba accanto al lago, con poco sole e temperatura tendente al fresco.


L'idea che tu non sia "sole-dipendente" ti fa acquisire quei 10.000 punti, volendo citare nuovamente Harry Potter. Dunque, volendo fare un accenno ai tuoi progetti personali...immagino tu non gestisca solo una pagina! I tuoi studi sono nell'ambito della letteratura? E, dato che per tua fortuna si capisce molto poco la tua età dalle foto, cosa vuoi fare da grande? Ci possiamo aspettare, prima o poi, una pubblicazione a tuo nome?


Accetto volentieri i punti, evviva le giornate uggiose! Il mio percorso di studi è terminato nel 2013, quando mi sono laureato in Lingue orientali qui a Torino. Ora ho 25 anni e il mio sogno rimane ancora quello di diventare un traduttore (dall'inglese). Non aspettatevi mie future pubblicazioni, perché sì che mi piace scrivere ed ho molte idee, ma sono pigro sotto questo punto di vista. Preferisco godermi le fatiche degli altri, per ora.


Benni scrisse: "La Terra è di destra, l'universo è di sinistra." Sei d'accordo? Credi che in qualche modo la politica dello stivale degli ultimi anni abbia influito sulla qualità di ciò che troviamo in libreria?


No, per niente. Per fortuna in libreria possiamo trovare tutto ciò che ci garba di più, a prescindere dalla situazione politica attuale. Non potranno mai toglierci il diritto di scelta. Il potere, in questo caso, è davvero in mano al popolo/pubblico/lettore. Anzi, posso dire che leggere molto (e spaziando tra generi, autori e forme diversissime tra di loro) aiuta la mente a staccarsi dalla sfera politica, che spesso agisce per soddisfare i suoi interessi, e a sviluppare un pensiero che sia solo nostro, personale, unico.


Le ultime due domande, poi via le manette! Intanto mi piacerebbe chiederti, alla luce dei tuoi burrascosi rapporti con lei, se vorresti sfruttare questo spazio per mandare a dire qualcosa a Selvaggia Lucarelli, che so che non ti ha trattato molto bene.


La questione è andata così: sulla pagina di Selvaggia Lucarelli vedevo che spesso pubblicava gli screenshot di utenti che la insultavano, aggiungendo poi: ve la vedrete con i miei avvocati. Io le ho fatto notare, con uno screenshot, che tempo fa lei aveva pubblicato le foto delle prevendite del concerto di Raffaella Fico, scrivendo: "Ragazzi, 30 euro per insultarla dal vivo mi sembra un prezzo ragionevole." E ovviamente i suoi follower non si sono risparmiati con gli insulti. Lei però non ha detto nulla. Quindi: gli insulti alla Fico vanno bene; se sono rivolti a lei, allora parte la denuncia. Risultato di questa mia temerarietà: bannato. Le direi semplicemente di avere più coerenza. Poi faccia e dica quello che vuole, a me dà solo fastidio l'ingiustizia.


In ultimissima analisi: cos'è che proprio non garantisci?


Non garantisco il sole domani, ma non è detto che sia una cosa negativa.

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