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Interviste / Federico Magnani

Federico Magnani

Leggevo su Facebook che oltre a poter festeggiare i 2.500 like alla pagina ufficiale, ha da poco raggiunto quota 6000 utenti per il sito www.tvshowsmanager.com che tu gestisci direttamente. Direi che come primissima domanda potrebbe starci un (invidioso): come accidenti si fa, in quest'epoca così tanto tecnologica, a proporre qualcosa di innovativo e che faccia effettivamente presa sul pubblico?


Bella domanda. Da quanto ho capito dalla mia esperienza sul web, per fare "successo" ci vogliono tre cose: colmare un bisogno; farlo nel modo migliore possibile; farlo prima degli altri. Ma sappi che quando sono partito la mia idea del sito era qualcosa di molto piccolo, lo avevo creato giusto per comodità mia e per qualche amico/a. Andando avanti mi hanno detto che è davvero comodo e che avrebbero voluto passarlo anche ad altre persone che conoscevano. Io solo in quel momento ho realizzato il potenziale della mia creazione. La parte difficile che ho affrontato (e sto ancora affrontando) è che io vado a colmare un bisogno a persone che non sanno nemmeno di averlo, quel bisogno! Nessuno sapeva di aver bisogno di un sito come il mio, nessuno lo cercava, però quando lo scoprono si trovano comodissimi.


Ecco, a questo punto cerchiamo un paio di coordinate. Si tratta di un sito internet che aiuta, e mi correggerai se sbaglio, a "sistemare" le serie tv seguite. Una specie di agenda, insomma, con tanto di episodi già visti e di episodi futuri. Dunque, domanda logica a questo punto: la febbre che ha contagiato da tempo le persone, quella cioè delle serie televisive e del loro consumo a volte ossessivo, era già in te molto prima che prendesse il via questo progetto?


Assolutamente sì! Io ho iniziato a seguire serie tv in italiano da piccolo: durante l'ora di cena mio padre mi faceva vedere sempre 2 episodi di "Star Trek"; poi crescendo ho sviluppato i miei interessi e mi sono avvicinato sempre di più al mondo delle serie televisive. Il punto è che arrivi ad un momento in cui segui 30-40 serie tv e non ti ricordi quando escono i vari episodi, perdi il controllo dei sottotitoli, ecc. La maggior parte delle persone che non conoscono il mio sito usano post-it, fogli excel, ecc. Io usavo un sito americano che molto vagamente organizzava le serie televisive in un calendario, poi le funzioni erano molto limitate ma il lavoro lo portava a termine. Un giorno, parlando con il team di sviluppatori di questo sito, giusto per togliermi qualche curiosità informatica, vengo a scoprire che lo vogliono rendere a pagamento. E' stato in quel momento che mi sono sentito tradito, e da quel momento mi sono impegnato a farne uno mio.


Dalle poche (giustamente) informazioni che possiamo ottenere dal sito sulla tua persona, risulta che sei uno studente di Informatica alla "Bicocca" di Milano. Sito a parte, dunque, la tua passione per il mondo dei pc e di tutto quanto lo riguarda è di vecchia data, o anche tu volevi fare l'astronauta e poi hai cambiato rotta e futuro di conseguenza?


Niente astronauta per me, ma forse ti sorprenderò dicendo che dubito che il mio futuro sarà nell'Informatica. Prima rispondo alla tua domanda, ed è relativamente semplice: l'informatica è stata da me fin da bambino. Mio padre è informatico e quando alle scuole elementari volevo un computer, mio padre mi disse: "Io ti do i pezzi di un computer, se tu lo monti è tuo." Quindi ho masticato informatica da quando ero bambino. Il punto è che parallelamente all'informatica ho anche iniziato a studiare pianoforte all'asilo, e non ho mai smesso. Quindi una parte di me pensa che il mio futuro in realtà appartenga alla musica.


Normalmente chi intervista non dovrebbe identificarsi (o non dovrebbe lasciarlo trapelare) con l'intervistato, ma il mondo "reale" e quello "artistico" coabitano anche nel sottoscritto, e dunque: come leggi, attualmente, il mondo dell'arte? Che tipo di valutazione ne dai? Quali strade individui o quali andrebbero battute per uscire dall'impasse che viviamo? E ancora: la riconosci anche tu come tale?


La (penso che sia purtroppo lecito chiamarla così) catastrofe che l'arte sta vivendo in questi ultimi anni è colpa di svariati fattori. E non vorrei passare per il vecchietto moralista di turno, ma io penso davvero che ci sia un enorme problema con i "giovani d'oggi". La musica è senz'altro arte, il sapersi destreggiare con uno strumento, producendo musica dal vivo, musica vera, è qualcosa che i giovani di oggi non solo non sanno apprezzare, ma schifano addirittura. Poi, secondo alcuni, la colpa non è dei giovani ma dell'attuale mondo artistico che non è in grado di "attirarli"; non penso che questo sia vero. All'epoca dei nostri genitori (o nonni) non dovevano tirarli fuori di casa a calci per mandarli ad un concerto di musica classica. L'arte di oggi, soprattutto quella musicale, è un mondo così bello che davvero io temo che la gente non sappia cosa perde quando decide di ignorarlo.


Tornando per un momento al discorso del sito internet, e collegandolo a quello artistico, credi che come al tempo il cinema decretò "la fine" del teatro, le serie tv abbiano decretato quella del grande schermo?


Bella domanda, questa. Per trarre una conclusione a lungo termine ci vorrebbero informazioni delle quali non dispongo, ma ti posso dire cosa sta accadendo almeno ora. Penso che il grande schermo inevitabilmente diminuirà, come sta già facendo, ma non penso che sarà sostituito o diventerà un mondo più "in sordina" come il teatro è diventato. Tra le altre cose, almeno per ora, le persone che seguono moltissime serie televisive (me, come altre che conosco) magari non vanno al cinema spesso come prima, ma continuano assolutamente ad andarci. Non penso che il cinema venga oscurato dalle serie tv (spero). Certo, non aiuta il fatto che tutti i cinema vicini a dove abito (Milano nord-est) tranne uno, abbiano alzato i prezzi per film in 2D sopra i 9 euro. Questo può essere un buon motivo per la diminuzione della loro popolarità.


Per un addetto ai lavori come te, cosa salta subito all'occhio? Quali sono le serie tv che maggiormente attirano o quelle che faticano a decollare? E ancora, citando come esempio sovrano "Downton Abbey", cosa piace al pubblico italiano che il belpaese non riesce a dare in termini di produzioni locali e cosa invece non lo intriga, come nel caso della serie in questione?


Per rispondere bisogna mettere in chiaro una cosa: l'80% (se non di più) del pubblico appassionato di serie televisive, sono ragazze. Detto questo, le cose che più attirano sono ahimè le "belle presenze" nel cast, e subito dopo una trama avvincente, oppure che tratta problemi che chi guarda la serie riscontra in se stesso. Magari lo spiego con un esempio: se io ho un problema di bullismo, e vedo 2-3 serie e scopro che parlano di bullismo, a quelle serie mi ci affeziono. Ma, in generale, il soprannaturale e i supereroi sono quelli più apprezzati. Le serie tv che fanno fatica a decollare sono tantissime, ma spesso hanno una recitazione scadente o trattano di cose che non interessano al "grande pubblico". Ne cito giusto una, quella che reputo personalmente la serie televisiva migliore che sia mai stata creata: "The Newsroom". Se ne sente parlare poco in giro, ma basta informarsi e si scopre che i pochi che l'hanno vista la reputano tutti un grande capolavoro. Perché lo è, sotto praticamente ogni punto di vista (è riuscita a far commuovere anche me, e io faccio parte di quelle persone che rimangono quasi impassibili davanti a "Titanic"). Non decolla perché alle teenagers odierne (italiane e non) non interessa la storia di una redazione televisiva. Anche se, sono convinto, che se dessero un'opportunità alla serie le sorprenderebbe. Altre due serie degne di nota sono "Black mirror" (frutto di menti geniali) e "Mozart In The Jungle". L'Italia beh... Gli italiani non sono in grado di fare una serie televisiva. In primis per la recitazione, poi per il fatto che non si sbilanciano mai con la trama. A me l'unica serie italiana che mi viene in mente che abbia fatto successo è "Lost in Google", realizzata da ragazzi italiani davvero in gamba. Il soprannaturale piace, i produttori italiani non lo hanno ancora capito. Forse perché non hanno capito che nei telefilm una persona vuole scappare dal mondo in cui vive, e non scappa da casa sua al...distretto di polizia. Ci scappa con uno Sherlock Holmes, o con i supereroi. E anche le serie americane che non hanno nulla di soprannaturale, hanno sempre una particolarità che fa in modo che lo spettatore voglia far parte di quel mondo.


Fiondandoci verso territori più "materiali": i soldi. Quanto costa tener su un sito come il tuo? E non ti parlo solo economicamente, ma anche e soprattutto in termini di energia, di tempo... Insomma, la domanda che probabilmente nasce più spesso in chi legge e in chi segue queste avventure "telematiche" è: ma questo come guadagna? Riesci a tirar fuori qualcosa, dal sito, o è un servizio che dai per la gloria?


Dunque, partiamo dai costi: inizialmente ho iniziato con Altervista, e il costo era nullo, tutto gratis...ma il sito poi ovviamente si è evoluto, sono apparse le immagini delle serie tv, le immagini degli utenti, e lo spazio gratuito iniziava a scarseggiare, sempre più cose mi erano impossibili. Così sono passato su un server virtuale di circa 15 euro al mese, dove finalmente avevo la possibilità di fare quello che volevo, e il sito si è espanso. Andando avanti nel tempo sempre più utenti si registravano ma la povera VPS (si chiama così il server virtuale) su cui era il sito, era con l'acqua alla gola e più di una volta ha crashato il sistema perché gli utenti erano troppi. La soluzione è stata obbligata: mi sono cercato un lavoro e sono passato ad un server dedicato, il costo è intorno ai 45 euro mensili. In più ci va qualche spesa per l'https (un protocollo per fare in modo che le notifiche di Facebook funzionino) e altre piccole spese simili. In termini di energie: il grosso c'è stato nella parte di realizzazione, l'affrontare problemi che a scuola non avevano insegnato a risolvere; di problemi durante la programmazione ne sono sorti in quantità inverosimili. Ora le energie che vanno nel progetto sono essenzialmente per migliorarlo, per tenerlo al passo con i tempi, controllare che vada tutto bene, ecc. Il guadagno. Nel sito le entrate sono due: donazioni e pubblicità. A fine mese, tra donazioni e pubblicità riesco a racimolare 15-20 euro, quindi diciamo che sono decisamente in perdita e che lo faccio per il piacere di aiutare la gente.


Ti tranquillizzo subito: ci avviamo verso la conclusione della gogna. Tuttavia non posso sottrarmi al momento di marzulliana memoria: se avevi voglia di rispondere ad una domanda, ora puoi fartela da solo.


Di solito la domanda che mi fanno più spesso e che forse può interessare è: "Qual è la parte più difficile in ciò che hai fatto?" Può andare?


Assolutamente sì. E siam talmente democratici che, volendo, puoi anche decidere di non rispondere. In caso contrario: a te la parola.


La parte più difficile, oltre alle sfide di programmazione che da novello uscito dalle scuole superiori ho dovuto affrontare, è stata quella di farlo conoscere. Perché, come ho accennato prima, ho qualcosa che serve alle persone ma le persone non sanno della sua esistenza, e quindi non lo cercano. Oltre a questo un'altra grande difficoltà è stata stringere i contatti con i gruppi che fanno i sottotitoli; loro sono grandi "colossi" ed io ero un piccolo sito che voleva usufruire dei loro servizi, e chiaramente dalla maggior parte venivo snobbato. Italiansubs e Subsfactory tra i peggiori, mentre una lode va a Subspedia, che appena visto il sito (malgrado fosse piccolo e immaturo) lo ha preso a cuore riconoscendone l'utilità. L'admin, poi, lo ha fatto provare alla maggior parte dei suoi centinaia di subbers (quei santi che fanno i sottotitoli), dandomi un sacco di pareri e opinioni che hanno portato ad essere il sito quello che è. Ancora oggi i siti di streaming e di sottotitoli mi snobbano, comunque!


Dunque i progetti futuri riguardano le ulteriori migliorie o qualche altro prodotto bolle in pentola?


Nella mia mente ho tantissime idee, ma allo stesso tempo molte migliorie. Diciamo che mi concentrerò più sullo scritto che sull'animato a video.


Di cose personali ne abbiam dette poche, ed è anche giusto che sia così, ma la conclusione comune dell'intervista ti tocca: cos'è che Federico proprio non garantisce?


Non garantisco di tenere la mia opinione per me. Molto spesso dico ciò che penso, anche se non sono cose carinissime, e le persone scambiano questa sincerità per maleducazione.

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