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Interviste / Elio Belmare

Elio Belmare

Dal 5 all'8 Giugno, al teatro Elettra di Roma, andrà in scena uno spettacolo dal titolo "Una donna e il suo bagaglio". Avendo la fortuna e il privilegio di poter parlare con uno degli attori, la prima domanda che mi viene in mente è: quanto è centrale, nello spettacolo, il tema del viaggio? Sugli spostamenti, sugli alberghi, sulle locande, sui treni, si è sempre scritto moltissimo; quali sono le novità che ha introdotto Danilo Canzanella, regista e sceneggiatore, nell'affrontarlo?


Questa volta penso che il tema principale non sia il viaggio in sé, ma ciò che portiamo con noi per tutto il tragitto: un bagaglio. Ognuno di noi lo porta sempre con sé. In questo caso parliamo di un bagaglio di emozioni che Danilo Canzanella ha aperto in noi attori, costruendo minuziosamente i nostri personaggi indipendentemente dal bagaglio della donna dello spettacolo in questione, perché lei ne ha uno speciale, uno moralmente proibito.


La questione della morale si sposa perfettamente con quanto avevo intenzione di chiederti. Nel comunicato stampa si legge chiaramente: "Quando una società impone un modello di comportamento nelle questioni legate al cuore, vuol dire solo una cosa: che quella società ha smarrito il senso della vita." Sarebbe opportuno che fosse Putin uno degli spettatori, verrebbe da dire.


Non si insegna ad amare; si può essere spinti dalle circostanze ma non ci sono delle regole matematiche da seguire. Le persone come Putin, che fanno del loro "schema matematico" una vera e propria legge, a parer mio non sono degne di esistere e soprattutto di essere amate. Ma non è solo lui che impone un modello di comportamento; è la società che lo impone. La società ha un potere ben più grande dei politici: ha il potere di isolare, e un uomo che si sente solo è perduto. Fortunatamente non siamo tutti uguali e per quanto la società possa discriminare non potrà distruggere un pensiero, e la storia ce lo insegna.


A livello puramente recitativo, ci sono state delle difficoltà ad entrare nel personaggio che interpreti? Ostacoli che hai dovuto superare? Momenti in cui hai pensato di potercela non fare?


Robert mi rappresenta molto: sono fuggito, come lui, da una città (Napoli) perché non mi dava molte possibilità a livello artistico. Forse la difficoltà maggiore è stata questa: riuscire ad entrare nel corpo di un personaggio che forse, in parte, ero già.


Il teatro degli ultimi tempi è un teatro poco coraggioso. E' sempre più facile mettere in scena grandi sceneggiatori ed associare grandi nomi di attori o presunti tali, che dare spazio al nuovo, a chi per il teatro scrive, a chi recita e lo fa con bravura e professionalità. Come vedi la questione teatrale, in questo momento storico? E, in tutto ciò, che spazio occupa lo spettacolo che andrai a rappresentare e la sua tematica?


Il lavoro teatrale attuale si trova in una situazione tragica. Purtroppo un attore non può vivere solo di quello poiché le uniche rappresentazioni che ti consentono di "guadagnarti la pagnotta" sono solo i musical, ormai. Lo spettacolo di cui faccio parte è uno spettacolo basato prevalentemente sulla parola, e per questo credo che sarà veramente compreso solo da poche persone; d'altronde ha anche una tematica sensibile legata all'omosessualità ma ancor di più al pregiudizio.


A tal proposito: di omofobia e omosessualità pare che si parli poco, invece non è così. E' vero, tuttavia, che se ne parla male. Cosa pensi che possa trasmettere, in termini di utilità sociale, questo spettacolo? Quali corde toccherà? A quale pubblico strizza l'occhio e cosa spera di suscitare nello spettatore?


Fino a quando in un dibattito riguardo l'omosessualità ci sarà ancora il tizio che difenderà la sua idea che questa è una malattia, nonostante la scienza gli vada contro, le persone chiuse di mente lo ascolteranno e probabilmente gli daranno ragione. Questo spettacolo è fatto apposta per loro, poiché li trasporterà in una dimensione più ravvicinata in cui saranno loro a sentirsi come si sentirà il protagonista: emarginato, solo perché ama un uomo come lui.


Per chi è tesserato "Mario Mieli", c'è uno sconto sul biglietto d'ingresso. Come giudichi l'operato del circolo? Ritieni che possa essere davvero il punto di riferimento, per l'area omosessuale, che si era prefisso di essere all'origine? E, secondo te, quale può essere il ruolo del teatro nella sensibilizzazione dell'opinione pubblica?


Purtroppo è da poco tempo che conosco il circolo, ma a quanto vedo è sempre in prima linea quando si tratta di diritti LGBT; è sicuramente un punto di riferimento e di confronto. Quanto all'ultima domanda, il teatro nasce per comunicare e di certo far immergere lo spettatore in un mondo a lui prima sconosciuto; può fargli capire molte cose.


A livello personale, quali sono stati i passi che hai fatto prima di approdare a questo spettacolo? Sei uno di quelli che da piccoli rispondevano: "L'attore." alla domanda su cosa volessero fare da grandi?


Sì, ho sempre voluto fare l'attore. Poi è subentrata anche la passione per la musica, e allora ho deciso di farne un connubio. Ovviamente non è stato facile far accettare questa mia scelta ai miei genitori, i quali speravano che il futuro del figlio fosse nell'ambito giuridico o medico.


Regaliamoci un piccolo accenno proprio a questo: l'accettazione, sia che si tratti di omosessualità sia che si tratti di volontà di lavoro e di futuro, è sempre difficile. Potremmo fare un paragone, secondo te, tra quanti "deludono" i genitori perché non saranno mai medici o avvocati, e quelli che li "deludono" perché non regaleranno loro dei nipotini messi al mondo alla "vecchia maniera"?


Delusione: stato d'animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate, non hanno riscontro nella realtà. Purtroppo in molti si sentono più delusi nel non avere nipoti alla "vecchia maniera" e magari preferiscono che i figli facciano gli operai 12 ore al giorno in fabbrica. Fortunatamente ci sono le eccezioni.


Quale tipo di risvolto politico, in merito alla questione omofobia, dovrebbe esserci in Italia?


Innanzitutto dovrebbero essere estirpati i pensieri sbagliati: spesse volte sono gli stessi professori di scuola e divulgare una propria idea di omosessualità totalmente sbagliata. Un provvedimento legislativo è importante, ma prima di tutto bisogna far capire alla società il perché di quella legge, al fine di farla accettare.


So che è assurdo da chiedere adesso, ma cosa bolle in pentola dopo questo progetto? Qualche altra cosa in cantiere?


Continuerò a cantare nei locali con il mio trio acustico e la mia band. Sto anche aspettando la famosa "chiamata" per un progetto cinematografico importante, ma non dico nulla per scaramanzia.


Avviandoci alla conclusione e volendo chiamare in causa Marzullo: avevi una domanda in mente a cui avresti voluto rispondere? Puoi fartela, nel caso.


Va benissimo così, sei entrato nel dettaglio in tutto.


Al di là dello spettacolo e dei futuri progetti musicali, cos'è che proprio non puoi garantire?


Non garantisco che farò sempre l'attore, perché la musica mi sta conquistando di più, ma spero di poter unire musica e recitazione come ho detto in precedenza.

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