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A Mia Madre Piacciono Le Donne

Come prendereste, dopo la separazione dei vostri genitori, la notizia che vostra madre si stia frequentando con una donna?

E come reagireste se con la scusa di una cena in famiglia, decidesse di presentarvi la sua compagna e di dirvi, al contempo, di essersi scoperta lesbica?

Elvira, Sol e Gimena, tre sorelle caratterialmente diverse tra di loro, si ritrovano ad affrontare questa spinosa questione, quando una sera Sofia decide di presentare loro Eliska.

Il film, classe 2001, analizza la reazione delle tre sorelle, la loro risposta a questa inaspettata novità, e la capacità di accettare o meno il radicale cambiamento avvenuto nella vita della madre.


Non è parlando di un film che si possono tirare fuori grosse questioni sull'argomento dell'omosessualità, di cui spesso si scrive e sempre più spesso si scrive a sproposito, ma è grazie all'arte in generale che alcuni episodi, alcuni fenomeni sociali, alcune brutture e alcune bellezze sfolgoranti vengono a galla e si propongono all'attenzione del grande pubblico.

Nonostante il film in sé non sia stato un capolavoro, e forse è duro ammetterlo ma dalla Spagna son veramente pochi i bei film che arrivano nel mondo, io credo sia stato coraggioso da parte della regia l'idea di proporre un argomento come questo.

Le tre figlie mostrano un diverso modo di reagire, che poi rappresenta praticamente la quasi totalità di come potrebbe reagire un qualunque figlio di fronte ad una situazione come quella descritta:

  1. Elvira è la figlia che meno bene riesce a prendere la questione, ma che alla fine sarà quella che più di tutte toccherà con mano cosa significhi assecondare gli istinti naturali di un essere umano. Già di per sé insicura, nevrotica, paranoica, la ragazza è in cura da un analista, al quale sottopone il "problema" della storia d'amore che sta vivendo la mamma. Sarà anche l'unica sorella, nonostante tutto, alla fine, a rendersi conto che può capitare proprio a tutti di venire attratti da una persona dello stesso sesso...

  2. Sol, la figlia più giovane, appare invece come quella più propensa all'accaduto, al punto da dedicare nel proprio concerto, una canzone alla madre, che darà il titolo all'intera pellicola. Anche se a primo impatto questo personaggio sembra quello più malleabile e di mentalità più aperta, l'ho visto un po' come l'essere umano che crede sia "figo" avere a che fare con persone omosessuali, quasi come se fossero una pelliccia di visone da mostrare alle amichette dell'alta borghesia.

  3. Gimena, la più sciapa delle tre, non prende bene la notizia e inizia a tentare di escogitare un modo per far lasciare le due donne, che si rivelerà poi un completo disastro e che la porterà, alla fine, a tentare di rimediare.


Il film risulta un po' piatto, con una regia poco avvincente e dei dialoghi che certamente avrebbero potuto portare in dote qualcosa di meglio.

Tuttavia, la condanna è variegata: dall'omofobia al mondo della psicologia spicciola, il film si muove sui toni di una commedia amara che però non fa nè ridere nè commuovere, risultando semplicemente come un prodotto dotato di un buon nocciolo che si poteva sviluppare molto molto meglio.


La libertà individuale è qualcosa di estremamente prezioso, e in un paese come l'Italia, dove pochissimo ancora si è riusciti a fare in questo senso, di film come questo (ma, ripeto, fatti meglio) ce ne sarebbe un grandissimo bisogno.

I numeri, le tabelle, le catalogazioni, non riescono a descrivere precisamente il mondo sommerso della vita privata delle persone. Non c'è bisogno che la maggioranza pensi una cosa solo per decidere che questa sia giusta o peggio, normale; non c'è bisogno che la maggioranza segua una strada solo per decidere che questa sia tutelata legalmente ed altre no.

E' come con i paesi, giusto?

Io non ne condivido l'esistenza, non condivido l'idea che ci sia gente che possa vivere in mezzo alle montagne, alle pecore, con strade dissestate, salite ripidissime e negozi lontani km e km, ma tant'è; i paesi esistono, esattamente come le città, ed hanno pari dignità di essere. E' come se all'improvviso si decidesse di non fornire più elettricità o acqua potabile o beni di prima necessità ai paesi solo perché abitati da pochissime persone rispetto ai grandi centri cittadini.

Capite bene che scoppierebbe una rivoluzione, nel caso.

E allora perché non è ancora scoppiata per tutto ciò che concerne la libertà di sposare chi ci pare, di frequentare chi ci pare, di stravolgere la nostra vita o semplicemente di assecondare quella forza inarrestabile e fuori da ogni canale che è l'attrazione e l'innamoramento in generale?

Io sono convinto che questo film andrebbe fatto vedere ai bambini. In un pomeriggio assolato, ad esempio, a quelle classi che fanno orario continuato perché i genitori non vogliono la prole in mezzo alle palle.

E' a loro che potrebbe portare un messaggio importante, e cioè che tutto può succedere, specie nel campo dei sentimenti, e che mai si dovrebbe remare contro ad un amore che prova un essere umano, a prescindere dal suo sesso e da quello della persona di cui si è innamorato.

Se tutti vivessimo meglio la sessualità, di mamme lesbiche ce ne sarebbero molte di più.

Diciamocelo chiaramente: ma a chi va di star sposata con un uomo tutta la vita e di subire per anni ed anni gli schizzi di pipì sulla tavoletta del cesso?

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