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Cinema / La Donna Perfetta

La Donna Perfetta

Ira Levin pubblica, nel 1972, il romanzo "La fabbrica delle mogli", che nel 2004 il regista Frank Oz porta sul grande schermo con un cast d'eccezione (Nicole Kidman, Matthew Broderick, Bette Midler, Glenn Close, Christopher Walken) e una regia che tinge di fantascienza questa commedia satirica di indubbio valore femminista.


Joanna e Walter attraversano un periodo di crisi: il loro matrimonio non è perfettamente funzionante, e i rispettivi lavori arrivano ad un pericoloso capolinea (che porta la donna ad un crollo nervoso dopo il licenziamento subito). Decidono quindi di trasferirsi a Stepford, una ridente e meravigliosa cittadina, con lo scopo di recuperare quella serenità perduta da tempo.

Qui, accolti da una meravigliosa Glenn Close, inizieranno ad essere introdotti nel piccolo mondo parallelo che in questo posto atipico e sereno si è creato, dove tutto sembra essere fin troppo perfetto. Le case degli abitanti sono tenute in ordine, i prati sono puliti, non c'è traffico, non c'è niente che possa rientrare tra quelle che noi oggi definiamo "cause dello stress".

Ben presto, però, la coppia si accorgerà che quel posto non può definirsi normale. Le donne sono tutte eccessivamente disponibili e servili verso i propri mariti, mancano argomenti di conversazione che non siano propriamente superflui, e tutto sembra scorrere in una normalità talmente maniacale da risultare indigesta. Le loro strade si divideranno: Walter inizierà ad essere corteggiato dal gruppo degli uomini del posto, e si avvicinerà quindi verso il loro mondo; Joanna invece inizierà ad indagare, a fare ricerche sulle donne che sembrano colorare l'intera cittadina e scoprirà di trovarsi di fronte ad un esercito di esseri umani che prima di finire in quel posto hanno ricoperto ruoli di prestigio.

Come spiegarsi, quindi, l'assoluta nautralità di quei visi spenti ed ordinari? E come spiegarsi, all'improvviso, il cambiamento radicale nel comportamento degli unici due alleati della donna, Bobbie e Roger, che prendono improvvisamente le sembianze placide degli altri abitanti?


Non è un caso che le donne siano il fulcro di questo film. Da sempre, o almeno da quando la società ha smesso di potersi considerare matriarcale, la donna deve ricoprire, suo malgrado, in certe visioni distorte, un ruolo assolutamente anormale: dev'essere perfetta. La cura per la casa, per il marito, per i figli, devono oscurare qualunque tipo di aspirazione personale, sacrificata in virtù di un bellezza d'animo canonica che le vuole col grembiulino, in una casetta tenuta bene, a sfornare dolcetti per i vicini di casa e i loro figli.

Ma se tutto questo accadesse, se tutto si concretizzasse, se davvero le donne si comportassero in questo modo, cos'è che succederebbe? E poi ancora, perché si è arrivati alla conclusione che la donna dev'essere così per poter essere una buona moglie, una buona madre e una buona amica?

E' un po' come la questione della gente di colore. Se i signorini di cioccolato si rendessero conto del loro numero, se avessero le armi a disposizione, probabilmente ci sotterrerebbero a tutti (e sarebbe un gran bel momento, finalmente). Le donne, allo stesso modo, vengono tenute buone perché hanno delle potenzialità, delle capacità, delle sensibilità, spesso superiori a qualunque essere umano di sesso maschile.

Il mio femminismo non è mai stato latente; sono anni che continuo a crederci naturalmente, senza forzatura alcuna, nella superiorità dell'individuo femminile. Sarà che le donne vengono meglio in fotografia, piangono meglio, ridono meglio, riescono insomma a vivere le emozioni come andrebbero realmente vissute, sarà che sopportano il dolore del parto, o quello del ciclo, sarà che le madri hanno un valore che i papà faticheranno a raggiungere per sempre, io in questa disparità ci ho sempre visto qualcosa di buono.

Certo, nascere maschio non mi ha certo aiutato a farmi prendere sul serio, sull'argomento, ma tant'è. E un mondo che stupra, che picchia, che importuna, che sfrutta, che licenzia le donne, è un mondo che ne ha visibilmente paura.


Il film in questione non è certo un qualcosa di strabiliante, ma il cast è piacevolissimo da vedere all'opera e il messaggio che passa è a doppio taglio, visto il colpo di scena finale del film: molto spesso, son proprio le donne a remarsi contro, inseguendo quel mondo che le favole ci hanno fatto imparare ad amare e in cui molto spesso il gentil sesso crede di più di noi.

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