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Cinema / Frozen

Frozen

Chi mi legge spesso lo sa: tendo ad essere prolisso.

Siccome però sono in fondo in fondo anche un ragazzo di buon cuore, facilito la vita a chi si è imbattuto in questo scritto probabilmente digitando la parola "frozen" su Google (cercando magari l'anno di uscita del singolo di Madonna), e la facilito dando un paio di informazioni preliminari, così che dopo averle lette possiate scegliere comodamente se continuare a leggere oppure no.

E' il più bel film d'animazione della Walt Disney? No.

E' un capolavoro assoluto dell'arte cinematografica? No.

E' un bel prodotto, piacevole e con buoni spunti a livello di trama e di resa? Sì.

Detto ciò, se vi va, provo ad argomentare qualcosina subito dopo il punto e il successivo spazio che metterò adesso.


Uscito nel 2013, questo film d'animazione targato Walt Disney ha una storia lunghissima alle sue spalle: pare, infatti, da fonti tuttavia non confermate, che già nel 1946 il signor Disney in persona avesse messo gli occhi sulla favola di Andersen "La regina delle nevi", uscita nel 1844 e mai concessa a Walt dagli eredi dello scrittore danese. Di rinvio in rinvio, siamo giunti fino ai giorni nostri per poterne apprezzare la trasposizione cinematografica.

La trama è di per sé abbastanza lineare: una regina con poteri magici, dopo essersi resa conto di non riuscire a gestirli ed avendo in tenera età causato un incidente alla sorellina più piccola, nel giorno della sua incoronazione decide di allontanarsi dal suo regno proprio a causa della forza dei suoi poteri, che riesce a gestire molto poco, come già detto, e sempre meno man mano che l'età avanza e la loro potenza aumenta. La sorella, Anna, partirà alla ricerca della regina, Elsa, in compagnia di amici (e probabili futuri amori) raccolti lungo il viaggio. Il resto, come si dice, è storia.


Ricollegandomi al discorso di prima, ci tengo a precisare una cosetta riguardo all'esagerazione che di solito si fa quando escono nuovi film d'animazione: l'ultimo è puntualmente il migliore di sempre. Disney o non Disney, lo si disse di "Alla ricerca di Nemo", lo si disse di "Up", lo si disse di una lunghissima serie di altri prodotti che sì, per carità, meritano rispetto per contenuti e innovative modalità di resa sullo schermo, ma che spesso peccano di un dettaglio ai miei occhi importantissimo: l'eccessiva modernità.

Insomma sono un cretino ed anche un nostalgico: come si può dire di "Frozen" che sia il più bel film Disney mai uscito? Sputiamo in faccia a "La spada nella roccia", "Il re leone", "La sirenetta" e compagnia bella con tutta questa facilità? E' vero, oh poveri noi, che i tempi andati non ritorneranno più; ma non mischiamo la seta con... con un bel tessuto lucido e soffice che però seta non è. Tutto qui. Magari i puristi come me capiranno il mio disagio.


Tuttavia, bando ai sentimentalismi, il film mi è piaciuto. E parecchio!

Secondo me, il trucco è in parte stato quello di associare tre incredibili fattori: i dialoghi veloci, scattanti e mai retorici, ma colmi anzi di ironia e di frizzante leggerezza (peccato per le troppe canzoni messe una di fila all'altra: a momenti mi sembrava una puntata di Glee); gli incredibili effetti speciali ed ottici che caratterizzano l'opera; il fatto che fuori dalla mia finestra ci siano 40° gradi ed il veder tutto quel ghiaccio mi ha aiutato a sentirmi meglio anche se per poco tempo.

Nota dolente (dolentissima, oserei dire, se non sapessi di risultare pesante) il doppiaggio italiano.

Per chi segue la serie tv "Once upon a time", come faccio io, ed ha visto il film con praticamente due anni di ritardo, è stato subito chiaro che Elsa ed Anna fossero doppiate dalle stesse doppiatrici che hanno prestato il loro servizio anche per i due personaggi della serie ispirati al film d'animazione: Serena Rossi e Serena Autieri. Dio che orribile sensazione sentire quelle voci! Che bruttissima percezione di soldi gettati al vento! Per fortuna ci ha pensato Brignano, doppiatore del pupazzo di neve Olaf, a risollevare un pochetto il tutto. E dire che il doppiaggio italiano è solitamente meraviglioso! Ha salvato e salva ogni anno film e serie tv, che altrimenti risulterebbero divertenti e godibili almeno la metà, con le piatte voci originali e la recitazione così misurata e sussurrata che caratterizza l'Inghilterra e gli Stati Uniti! In questo caso, però, no. Assolutamente no. Aiutatemi a dirlo: no.

Ma questo, oltre che uno dei film d'animazione più chiacchierati del mondo, è anche quello che detiene moltissimi record (tra cui quello di film d'animazione che ha incassato di più al mondo) e premi (tra i tanti, 2 Oscar: miglior film d'animazione e miglior canzone), con un marketing incredibilmente potente che ha spinto, ad esempio, la colonna sonora, a risultare il secondo cd più venduto nel 2014 con 7 milioni e passa di copie. La critica unanimemente l'ha elogiato e nel Marzo 2015 è stato addirittura annunciato un sequel.

Cosa non fanno i soldi, eh?


Ma il film è anche contenuto, e contenuto vuol dire messaggi, che li si veda o meno.

Ad esempio, ho molto apprezzato il fatto che l'amore elogiato sia quello fraterno, più che quello banalmente inteso tra due esseri umani che si scoprono e decidono di piacersi per chissà quale alchimia della fisica. Ad esempio, ho molto apprezzato la parola "mostro" più volte ripetuta e in qualche modo intesa come non riconoscere che qualcuno "diverso" da noi in qualcosa sia poi simile sotto tutti gli altri punti di vista. Ad esempio, ancora, ho molto apprezzato il concetto di tradimento ed opportunismo che si può nascondere dietro un affetto tutt'altro che disinteressato, e che viene sbugiardato al momento giusto con una rivincita personale, più che con un aiuto esterno (bella l'immagine del pugno che Anna rifila ad Hans senza alcun superfluo aiuto maschile). E' un trionfo del sentimento fraterno come non se ne vedeva da un pezzo. E' un cercarsi dietro lo scappare perché ci si sente non capiti, estranei, messi all'angolo da una propria caratteristica che si pensa possa non piacere. E' la rivendicazione ad accettare, nel bene o nel male, le peculiarità che ci rendono quello che siamo: se noi ci accettiamo, allora molto più in fretta riusciranno ad accettarci anche gli altri, se mai ce ne fosse bisogno. Fino a rendersi poi tutti conto, una buona volta, che siamo tutti dei mostri e che siamo bellissimi proprio per questo motivo.


Pensate che bello se fosse chiaro a tutti che tocca capire quanto prima che accettare è l'unica cosa possibile! Pensate quanti voti in meno prenderebbe Salvini, ad esempio!

O quanti in più ne prenderei io.

E' tutta questione di punti di vista, in fondo.

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