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Cinema / Julie & Julia

Julie & Julia

"Lo sai perché mi piace cucinare? Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire niente, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa. E' un tale conforto."


E ci risiamo. Che volete, io troppo tempo senza vedere un film che parli di cucina non ci so stare. Specie di questi tempi, poi, che con la dieta sulla mia testa come una tremenda spada di Damocle non riesco più nemmeno a godermi il sapore di quei quattro cucchiaini d'olio che mi spettano a pranzo, il richiamo è stato fortissimo e mi son messo a cercare su Google: "Film carini che parlano di cucina" o qualcosa del genere. Sì, proprio così, come l'ultimo degli sprovveduti. Ho trovato un sito carino (che però non ricordo come si chiami e d'altronde è improbabile che qualcuno di loro legga ciò che sto scrivendo in questo momento ma nel caso lo saluto) che stilava una classifica delle pellicole più interessanti da vedere con la cucina come protagonista assoluta.

Ne è venuta fuori questa commedia annata 2009, con la regia di Nora Ephron (morta nel 2012 e firma di pellicole come "C'è posta per te" o "Vita da strega") ed un cast di spessore: dalla sempre meravigliosa Meryl Streep alla brava Amy Adams, passando per l'amatissimo Stanley Tucci ed addirittura per un pocopiùchecameo di Jane Lynch, senza dimenticare la manciata di secondi affidata alla comparsata di Dan Aykroyd.

Premi a parte (nominata per l'Oscar la Streep, che lo ha mancato portando però a casa un Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia) che poco dicono della bellezza reale di un film ma solo della sua fortuna, la pellicola si presenta con un'annotazione insolita per gli spettatori: "Tratto da due storie vere."


Le due storie vere sono, appunto, quella di Julie Powell (classe 1973), ragazza di Austin che nel 2002 ha dato vita ad un blog in cui teneva i suoi lettori aggiornati sulla sfida a se stessa che aveva lanciato (e cioè riuscire a cucinare 524 ricette in 365 giorni) dopo la lettura del volume "Mastering the art of french cooking" di Julia Child (1912 – 2004), e la travagliata e interessante vicenda di quest'ultima, insieme al marito Paul Child.

La commedia si snoda tra momenti vissuti nel 2002 dalla ragazza e momenti ripescati dalla giovinezza della Child, senza mai stancare lo spettatore e anzi travolgendolo al punto da far sentire i vari personaggi alla stregua di tranquilli vicini di casa che ognuno potrebbe incontrare sul proprio pianerottolo.

La vita della Child e del marito, dopo il trasferimento della coppia a Parigi nel 1948 per ragioni lavorative di Paul, cambia completamente: la donna si trova ad affrontare una nuova esistenza, si ritrova a dover far chiarezza sul proprio futuro, ed è proprio in questa occasione che scopre l'amore per la cucina oltre che per il puro consumo a vantaggio del palato:

"Ma cosa ti piacerebbe davvero fare?"

"Mangiare. E' quello che mi piace di più!"

E così, da passione, la cucina diventa un piccolo regno per Julia, costretta a dimostrare il proprio valore in una scuola di cucina ad altissimo tasso di presenza maschile e poi alle prese con l'insegnamento e la decisione, insieme ad altre due cuoche, di scrivere un libro per gli americani sulla cucina francese.

Di contro Julie ed il suo ragazzo: una casa in affitto sopra una pizzeria, una cucina piccola e poco ospitale, una fortissima indecisione sul futuro e sul presente (la ragazza fa un lavoro che non le piace) e la scoperta del web, che prima affronta con timore e dove poi spopola con il suo blog, seguitissimo e ben presto sulla cresta dell'onda.

Fino al finale, ovviamente, che nulla toglie (come solitamente accade) alla bellezza dell'opera.


Sarà che quando si parla di cucina, in un film, le mie papille gustative si uniscono in sodalizio con i miei occhi. Sarà che la macchina da presa ha il potere di rendere succulento ogni piatto filmato, da ogni angolazione, durante la preparazione, la cottura, l'assaggio. Sarà che si parla del web, del tentativo riuscito di una giovane di concedere al mondo parte delle sue passioni, di un proprio talento venuto fuori con il supporto di emeriti sconosciuti. Sarà che, quando fuori piove, ogni film sembra una piccola e rivoluzionaria opera d'arte.

In soldoni, son stati minuti spesi bene questi. E nonostante in giro su internet io abbia letto recensioni negative (ad esempio sul ruolo della donna nella società moderna, sul come venga proposta e presentata allo spettatore) non mi piego alla logica dei paroloni, alla logica imperante che vuole che in ogni opera d'arte, intesa come espressione artistica, ci siano chissà quali significati nascosti che la critica è quasi costretta a tirare fuori.

Non c'è da tirare fuori un bel niente. C'è da essere buongustai, c'è da essere di palato buono, c'è da essere semplicemente curiosi per trovare in questo film qualcosa di bello.

Poi, ovvio: se si tratta del sogno che molti miei coetanei accarezzano in questi tempi (e chissà che il sottoscritto non sia registrabile in questo libro mastro), e cioè della fama raggiunta attraverso il web, poco posso dire che non sia già stato detto.

In fondo, se state leggendo queste parole, le state leggendo su un blog, tutto sommato.

La vita è buffa la vita è beffa.


Concludo: il mondo culinario ha visto crescere notevolmente il proprio potere e la propria presenza, paradossalmente in un'epoca storica in cui invece va molto di moda la magrezza (disgustosa, in alcuni casi, e comunque fastidiosa in generale). Youtube, Twitter, programmi televisivi, film, libri, Instagram, Facebook, non fanno che celebrare il cibo tramite fotografie, programmi di cucina, recensioni, video-ricette. Insomma è un periodo strano: il cibo vende moltissimo, eppure non possiamo sembrare fuori dalla forma che qualcuno ha imposto al posto nostro.

Solitamente non vende mai moltissimo chi polemizza troppo, ma me ne assumo il rischio: dov'è che stiamo andando?

Abbiamo davvero riflettuto in modo approfondito su quanto breve sia la vita e sui piaceri che sarebbe un delitto precluderci?

Chissà che un film, un libro o una qualunque altra cosa non possano aiutarci ad aprire gli occhi, su alcune stupide regole non scritte che seguiamo senza nemmeno rendercene conto.


"Esiste niente di meglio del burro? Pensateci bene: tutte le volte che assaggiate qualcosa che è squisito oltre ogni immaginazione, dite: 'Ma che cosa ci hanno messo?' La risposta quasi sempre sarà: il burro. Il giorno in cui scopriremo che un meteorite si sta dirigendo verso la Terra e ci resta solo un mese di vita, io lo passerò tutto a mangiare burro."


Cin cin!

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