Non Garantisco

Cinema / Maleficent

Maleficent

Come avete osato?

Come vi siete permessi?

Chi ha potuto mai essere d'accordo affinché questo scempio venisse reso pubblico?

Con quale assurdo e maledetto coraggio vi siete introdotti nella mia infanzia per portare via qualcosa di così prezioso, di così personale, di così ben custodito?

Accidenti a voi, signori interessati alla faccenda. Accidenti a voi, ovunque voi siate, con chiunque stiate festeggiando gli incassi di questo purpureo ammasso di letame.


Ma dico.

Uno fa tanto a crescere, a lasciarsi alle spalle il mondo delle favole, a tentare di lottare con le avversità della vita che così ferocemente pretende di vederci maturi provando a tenere stretti i più dolci ricordi di quando avevamo l'età per poterci permettere dei sogni, e voi? Voi allungate le vostre mani e con un colpo secco avanzate la pretesa di rimescolare le carte, di ridefinire, di tramandare altro, di stravolgere senza un minimo di senso e un minimo di tatto.

E poi. Altra storia. Il pubblico? Permette che questo accada, lo esalta, addirittura lo celebra.

Ma andate tutti a pregare sulla testa di Walt, sciocchi. Andate a pregarlo di perdonarvi.


Sembra che sia molto semplice, quando siamo piccoli: esiste una forza buona, bianca, positiva, gentile, che è il bene; e poi esiste una forza nera, gelosa, invidiosa, rancorosa, negativa, che è il male. Il male e il bene hanno affascinato tutti, nel corso dei secoli: filosofi, religiosi, semplici uomini e semplici donne che si sono chiesti, prima o poi: cos'è il giusto e cos'è lo sbagliato? Cos'è che può davvero definirsi bene? E cosa male? Poi qualcuno ha tirato fuori la questione del soggettivo/oggettivo, e tutto è andato a farsi benedire, ma il punto non è questo.

Il punto che ci sono generazioni, ed io rientro felicemente in una di queste, che hanno capito agli albori della propria vita cosa si intendesse per bene e per male, e lo hanno capito grazie ad uno strumento antico e potentissimo: le fiabe e le favole. E' per questo che la Disney ci ha visti crescere tutti quanti, ci ha presi per mano e ci ha accompagnato dal 1937 (anno in cui uscì il primo film d'animazione, "Biancaneve e i sette nani") ad oggi. Un mondo, quello Disney, assolutamente fuori dai meccanismi complessi della realtà, e per questo adatto a mostrare agli adulti di domani gli effetti e le facce della stessa medaglia: il bene e il male sono evidenti, assolutamente ricchi di precisi connotati, e non c'è cattivo che non sia cattivo e buono che non sia buono, in quel fantastico mondo che abbiamo tutti, chi più chi meno, nel cuore. E' questa la forza della Disney, come di ogni altra favola: si capisce perfettamente chi è nero e chi è bianco, e soprattutto, si può decidere facilmente da che parte stare. Lì i personaggi non cambiano partito politico solo perché tira una brutta aria.


Personalmente, e non credo di essere l'unico, ho sempre trovato i cattivi Disney di una bellezza sconcertante. Come dimenticare Ursula, Jafar, Scar? Come non citare Crudelia, Grimilde, Shere Khan? E via, e via e via, in un turbinio di menti malvagie, cattive, assolutamente prive di rimorsi, che hanno regalato dei personaggi avvincenti, complessi, variegati, in grado di farci davvero paura, di darci davvero l'idea di cosa sia disposto a compiere il male per i motivi più disparati: potere, vendetta, supremazia, brama di ricchezze, invidia, vanità. Tutti, dal primo all'ultimo, compreso il governatore Ratcliffe, sono stati in grado di impersonare meravigliosamente proprio colei o colui con cui sarebbe meglio non avere niente a che fare.

Una di queste menti, targata 1959, è Malefica, appunto, che con la storia della maledizione e del fuso ha lanciato nel mondo, all'epoca e anche ora, una delle frasi più famose dei film d'animazione: "Per mostrarvi che non serbo rancore, anch'io voglio porgere un dono alla bimba. Ascoltate tutti quanti! La principessa, in vero, crescerà in grazia e bellezza, amata da tutti coloro che la circondano. Ma...prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di arcolaio, e morrà."

Voi capite quale visibilio si può provare, per tutti noi che abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo per questi personaggi vilipesi dalla vita, nell'ascoltare una strega che maledice una marmocchia oscena e le augura la morte nel pieno della sua giovinezza? E' il trionfo del male! E' l'assoluta rivincita!

E Robert Stromberg cosa fa?

Dirige, nel 2014, 97 minuti di affronto purissimo.


La pellicola non pecca, in alcun modo, da un punto di vista puramente estetico. La Jolie è perfetta, gli effetti speciali sono meravigliosi (e d'altronde, Stromberg di quello si occupava prima di mettere le mani su una cinepresa), le ambientazioni, ricostruite o meno, fanno il loro lavoro.

Ma da un punto di vista contenutistico, il marcio è evidente. La figura di Malefica viene completamente stravolta, in virtù di una Candy Candy idiota e salterina, che piange lacrime amare dopo il misfatto come il peggiore dei coccodrilli. Della "cattiva", appunto, non ve n'è più traccia. La Malefica in questione è sentimentale, vittima e preda degli stati emotivi che non appartengono al suo universo, ma a quello che ha da sempre odiato: quello della bontà. Insomma, Malefica o Mary Poppins?

A tal proposito, non vorrei sembrare scortese ma potrei proporre qualche idea per alcune sceneggiature future, che ne dite?

Crudelia? Ambientalista.

Ursula? Magra.

Jafar? Basso.

Tanto non c'è limite al peggio, dico bene? E la conferma è arrivata facendo un giro su Facebook o su altri siti in cui di questo film si è tanto parlato. Ma a chi può piacere, questo film? Ai sentimentali, probabilmente...ma a quelli stupidi, a quelli che non hanno più idea di come vada il mondo. A tutto il resto, specie a chi ha davvero amato e ama l'universo Disney, questa pellicola (costata 200 milioni di dollari) è parsa come un affronto, come un atto di assoluta mancanza di rispetto.

Lo ammetto, a costo di sembrare esagerato: mi è venuto da piangere. Ad un certo punto le mie ghiandole hanno iniziato a produrre lacrime amare, proprio nel momento in cui si scopre, verso il finale, che è proprio il bacio di Malefica a rompere l'incantesimo. Sì. Quello del vero amore. Viene proprio da lei! Che nel frattempo ha avuto modo di pentirsi del gesto monello e si è affezionata ad Aurora, che nel film è una vera e propria rincoglionita.

Le fate? Manco a parlarne. A partire dai nomi stravolti (cosa che ho trovato odiosa), nulla va bene in loro. Sono stupide. Del tutto stupide. Insomma, sembrano ritardate, accidenti! Non c'è traccia della loro comica presenza nel cartone.

Tutto uno sfacelo.

E l'unico cattivo che merita questo titolo è Stefano.


Qui c'è poco da dire.

C'è poco da dire se non che sono stato disturbato dal tutto in modo così intimo, così profondo, che è stato come se qualche mano prepotente entrasse nei miei ricordi d'infanzia e ne portasse via un pezzetto. Così. Con forza.

C'è così poco da dire, se non che a nulla è valsa l'ottima prova della Jolie (ferma dal 2010), capace sì di rendere perfettamente credibile il volto e le movenze di Malefica, ma alle prese con un personaggio snaturato, del tutto privo di quel minimo di sanissima cattiveria, diciamolo, che ci si sarebbe dovuti aspettare da lei.

Qui non c'è una cattiva.

C'è una poveraccia.

Una mentecatta.

Una lurida sciocchina che sa fare qualche trucco da prestigiatore.


Walt...tienimi la mano Walt...stringimela forte...e promettimi che non succederà mai più niente di tutto questo...mai più...promettimelo Walt! Promettimelo!


...Walt?

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