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Ti auguro di non essere una volpe.

E' inutile: per quanti sforzi facciamo, nel corso della nostra vita di esseri più o meno umani, non sappiamo evitare di cadere nei luoghi comuni. Sì, certo! Possiamo con tutte le nostre forze rifiutarci di aderire ad un partito, ad un movimento, di comprare vestiti in un determinato negozio o di indossare i pantaloni a vita talmente bassa da essere praticamente una cavigliera ma... ma finiremo comunque, alla fine dell'anno o al massimo al principio del nuovo, con il farci una piccola lista di buoni propositi.

So cosa stai pensando: che tu non l'hai fatta, che tu sei diverso, sei unico, sei alternativo, sei fuori da queste cose perché sei lontanissimo dall'uomo comune; ma fidati, amico mio: non è così. L'hai fatta anche tu quella piccola lista. Magari non l'hai scritta da nessuna parte, magari non l'hai confidata alla tua migliore amica, magari non hai nemmeno confessato a te stesso di averci pensato, ma hai sperato che qualcosa cambiasse perché è così che siamo fatti: ad ogni nuovo inizio, di giorno di mese o di anno, noi sentiamo questa voglia immensa di rinnovarci. E' naturale ed è, io credo, bellissimo.

E se così non fosse, allora l'illuso son io, che ancora conservo la sensazione di appartenenza ad un mondo che non si nutre di divisioni profonde, ma di splendide coincidenze e preziosi punti d'unione.


Dunque ti auguro, per questo nuovo anno, di non essere una volpe.

Dico davvero, caro mio. Non scherzo. Non è un buffo modo di approcciarsi ad una pagina bianca, riempiendola di niente perché le idee sono poche e strutturate male; io davvero, dal profondo del mio cuore, dall'assoluta recondita bellezza di un pensiero qualunque ti auguro di non essere una volpe. Ti auguro di non seguire ciò che viene detto prendendo come oro colato ciò che è bello solo stilisticamente, o magari inserito in un contesto, ma di essere sempre critico e di cercare ad oltranza, con tutte le tue forze, di non mollare di un centimetro lo spazio che occupa la tua ragione.

Ti auguro, in sostanza, di non essere una volpe.

E di diffidare di ogni fonte, fosse anche quella più accettata del mondo.


<<Vieni a giocare con me>> le propose il piccolo principe, <<sono così triste...>>

<<Non posso giocare con te>>, disse la volpe, <<non sono addomesticata.>>

<<Che cosa vuol dire addomesticare?>>

<<E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami...>>

<<Creare dei legami?>>

<<Certo,>> disse la volpe. <<Tu fino ad ora per me sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro.>>


L'orrore non è finito. Spostiamoci qualche passo più avanti, fino ad un altro abominio ufficialmente riconosciuto come bellezza: <<Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.>>


Ti auguro, fratello dalla faccia sconosciuta e dai mille colori di occhi, capelli, pelle e naso, di non essere una volpe. Di non legare il concetto di amicizia con quello di sottomissione. Di non cedere mai il passo legando indissolubilmente il tuo essere con quello di qualcun altro, perché solo conservandoti libero potrai regalare libere opinioni e dunque liberi pensieri, gesti, considerazioni e dunque, ovviamente, libera amicizia. Non permettere che qualcuno sia la causa della tua felicità ma fai in modo che, a prescindere dall'orario in cui verrà, tu possa goderti il tempo con te stesso. Non addomesticare nessuno! Piuttosto comunica, parla, accogli; non smussare gli angoli altrui, non rendere gli altri "ubbidienti", non strapparli ad una sorta di "selvaggio vivere", come questo termine potrebbe far intendere, ma sveglia l'occhio curioso ed accostati alla vita altrui con l'atteggiamento accogliente di chi ha voglia di conoscere, non di sottomettere. Non agire mai, se puoi, confondendo i legami con l'esclusività. Non è privando gli altri di legami multipli che tu preservi il tuo.

Ti auguro, amico mio, di non essere una volpe. Di saper riconoscere un ragazzino che valga la pena ricordare tra centinaia di ragazzini solo perché muove le mani in un certo modo, o piange in un altro, o accarezza in un altro ancora; non regalare la tua memoria o la tua attenzione solo a chi è nella cerchia delle tue conoscenze o dei tuoi legami, ma scardina l'idea secondo la quale si debba prestare attenzione solo a chi si conosce personalmente. Presta attenzione a chiunque, apri gli occhi e gusta l'immagine di chi non vedrai mai più; apri le orecchie e concediti di ascoltare il racconto di un passante; affronta con coscienza una confessione o un sorriso a prescindere dalla sua fonte, e sarai libero di di permetterti il lusso più grande: non sentirti mai solo e non considerare mai nessuno diverso da te.


In ultima analisi, per quest'anno nuovo che dovremo scrivere, io vi auguro di non essere una volpe.

Non bloccarsi al centro di una strada con dei fari che puntano nella nostra direzione ma ammirare, dal ciglio, chi è più veloce di noi e chi invece è più lento.

Non si tratta di buoni propositi comuni, ma di semplici intenzioni, e forse è per questo che un pochino diversi lo siamo sul serio: ho sperato a lungo che venisse fuori uno scritto su quanto mi piacerebbe dimagrire o avere finalmente degli addominali degni di questo nome, ma mi rendo conto con sempre maggiore frequenza e sicurezza, ad ogni anno che passa, che non è ciò che desidero per me. Io desidero, appunto, non essere una volpe.

E in questo non essere, non mi immagino con una forma precisa: non mi immagino necessariamente più magro o più alto o meno moro ed un pochino più biondo; io mi immagino con la forma che ho, consapevole che cambierà perché solo chi è impegnato ad essere morto potrebbe non cambiare mai, eppure sceglie comunque di non farlo.


Se di augurio vogliamo parlare, parliamone pure. Che lo sia. Che sia una di quelle lanterne lanciate nell'aria notturna! In ritardo estremo, probabilmente, ma comunque con quel minimo di autoironia che ci permette di non fare proprio una pessima figura... o ci illude di questo, insomma.

E se proprio non potrai fare a meno di essere, di tanto in tanto, una volpe, ricordati che nessuno è mai condannato a rimanere nella forma che ha: può cambiarla ogni volta che lo ritiene opportuno e anzi, deve farlo! Guai a non approfittare dell'unica regola vera della vita: tutto è un gioco, in fondo. Ad alcuni non piace pensarlo, ma è così.

Hanno paura.

Noi però sappiamo bene quale sia la strada da non prendere.

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